prestiti a protestati e cattivi pagatori sono un’opportunità di finanziamento ricercata con particolare interesse da tutti coloro che hanno avuto disguidi finanziari passati ma necessitano urgentemente di liquidità: purtroppo quando si finisce per essere segnalati negli archivi dati consultati da banche e finanziarie diventa più difficile ottenere denaro, per cui i prestiti per protestati e cattivi pagatori sono una categoria di prodotto erogata solo a particolari condizioni, come vedremo in questa guida dettagliata dedicata all’argomento. Non necessariamente chi nel recente passato ha avuto dei problemi con il pagamento delle rate o con la copertura di assegni e cambiali è un frodatore incallito, anzi molto spesso le problematiche nascono per intoppi burocratici o questioni formali apparentemente di lieve entità, e che invece possono creare enormi disagi, quando addirittura non sono proprio frutto di errori o prassi illegittime. Qualunque sia la causa del protesto o del mancato pagamento delle rate, le conseguenze comportano notevoli difficoltà di accesso al credito, ma nella nostra analisi vedremo come finanziamenti a protestati e cattivi pagatori sono, per quanto complicati da ottenere, comunque possibili.

prestiti a protestati e cattivi pagatori

Cosa vuol dire essere protestati?

Quando si emette un assegno bancario o postale, oppure bisogna onorare una cambiale, è necessario avere l’autorizzazione o fornire le coperture economiche necessarie affinché il destinatario possa incassare la cifra pattuita e riportata sul documento cartaceo: si diventa protestati quando non si è in grado di onorare il pagamento del titolo di credito, dopo un lungo iter che porta all’iscrizione del debitore in un apposito Registro dei Protesti, che è istituito presso il CAI, la Centrale Allarme Interbancaria che archivia tutte le informazioni inerenti l’emissione di assegni e carte di credito. Pertanto il protesto risulta essere per definizione

un atto pubblico diretto ad accertare il mancato pagamento del titolo di credito che viene deliberato dai cosiddetti ufficiali levatori, ovvero notai, gli ufficiali giudiziari ed i loro aiutanti, i segretari comunali e i capi di Stanza di Compensazione della Banca d’Italia presenti a Milano e Roma (dichiarazioni sostitutive del protesto). Una volta avviata la procedura, si è ancora in tempo per saldare il debito pagando spese e penali correlate in modo da evitare l’iscrizione al registro.

Se non si effettua alcuna mossa per ottenere la riabilitazione e la successiva cancellazione dal Registro dei Protesti, si resta iscritti fino a 5 anni prima di ottenere la cancellazione automatica, con notevoli difficoltà per reperire ulteriori finanziamenti oltre a tutte le problematiche che si potrebbero riscontrare in sede penale per iniziativa del creditore.

Le cause del protesto

Possono essere diverse le cause del protesto che portano all’iscrizione presso il suddetto registro: in sintesi abbiamo

  • Ordine di pagamento tramite assegni a vuoto, totalmente o parzialmente scoperti, ossia privi dei fondi necessari
  • Pagamenti post-datati che risultano essere scoperti in un accertamento successivo
  • Pagamenti tramite assegni falsicontraffatti o incompleti nella loro compilazione, cosicché il creditore non possa riscuotere quanto pattuito
  • Ritardi nel pagamento di una o più rate di un mutuo, di un prestito o di un finanziamento
  • Saltare il pagamento di una o più rate di un mutuo, di un prestito o di un finanziamento

Andando per linee generali, si è soliti distinguere due tipi di protesto: abbiamo il protesto bancario quando vengono accertate irregolarità sull’emissione di un assegno bancario oppure postale, mentre si parla di protesto cambiale se le irregolarità coinvolgono titoli di credito come le tratte o i pagherò, ovvero le cambiali.

L’iter dell’iscrizione

Prima di arrivare all’iscrizione presso il Registro dei Protesti, vi è un iter che prevede diverse fasi con precise tempistiche, in cui il debitore può provvedere a saldare la sua posizione evitando così le pesanti conseguenze finanziarie correlate alla presenza del proprio nominativo nella lista CAI. Possiamo individuare 4 fasi dell’iter di protesto, che sono:

  • Avviso di levata, in cui l’ufficiale pubblico competente apre il procedimento formale comunicando al debitore l’avviso presso il proprio domicilio: questi ha 60 giorni di tempo per provvedere al saldo di debito e spese connesse per evitare l’iscrizione
  • Levata di protesto, in cui vengono compilati tutti i dati personali e finanziari legati al protesto in un documento cartaceo ed elettronico, che verrà trasmesso al Presidente del Tribunale della circoscrizione, il quale a sua volta provvederà ad inviarlo il primo giorno del mese successivo al Presidente della Camera di Commercio della circoscrizione del tribunale
  • Bollettino Protesti, ovvero l’elenco immediatamente precedente a quello del CAI, in cui si può ancora modificare la propria posizione pagando il dovuto più spese e penale prevista dalla normativa, poiché i protesti possono essere sospesi, cambiati o annullati
  • Iscrizione al Registro dei Protesti istituito presso il CAI, dove il proprio nominativo resterà in automatico fino a 5 anni di permanenza, con l’aggiunta di obblighi e divieti temporalmente limitati legati all’emissione di assegni e alla stipulazione con qualsiasi istituto per nuove convenzioni di rilascio di titoli di credito

Essere cattivi pagatori: l’archivio Crif

Se il mancato pagamento di assegni e cambiali produce il protesto, quando non si saldano due o più rate di un finanziamento si finisce col diventare cattivi pagatori, iscritti in appositi registri che vengono consultati da istituti di credito e società finanziarie, impedendo di fatto, o rendendo comunque molto difficoltoso, l’accesso a nuovo credito. Il più noto di questi registri è il Crif, acronimo di Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria, che gestisce il cosiddetto SIC, Sistema di’Informazioni Creditizie: tutte le informazioni di natura creditizia, sia di natura positiva che negativa, sono depositate in questa banca dati, e i tempi di permanenza nel registro variano a seconda del tipo di operazione o criticità rilevata, per cui la cancellazione automatica dei dati avviene

  • dopo 6 mesi dalla data della richiesta del prestito per un finanziamento in corso d’istruttoria
  • dopo 1 mese dal rifiuto o dalla rinuncia di un finanziamento accordato
  • dopo 36 mesi dalla data di estinzione del prestito rimborsato correttamente
  • dopo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione di una o due rate non saldate, ma a condizione che nel predetto periodo, i versamenti siano stati sempre regolari
  • dopo 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione di tre o più rate non saldate, ma a condizione che nel predetto periodo, i versamenti siano stati sempre regolari
  • dopo 36 mesi dalla data di estinzione del prestito per finanziamenti non restituiti o con morosità grave, così come prevista originariamente, o dalla data in cui la banca o la finanziaria ha inviato l’ultimo aggiornamento dei dati creditizi

Le conseguenze per essere iscritti ai registri

Essere segnalati come protestati o cattivi pagatori comporta una serie di difficoltà crescenti, non solo per il danno di immagine e di reputazione nel proprio ambito professionale, giacché queste banche dati sono pubbliche e consultabili da chiunque previo pagamento, ma anche perché prestiti a protestati e cattivi pagatori sono molto più difficili da ottenere: in base alle politiche di rischio che ne governano l’azione, le banche tendono a diffidare di chi si è dimostrato inadempiente nel recente passato, e pretendono generalmente un rafforzamento delle garanzie per erogare finanziamenti, in misura diversa se si è lavoratori dipendenti o autonomi, come vedremo nei capitoli successivi.

I motivi per finire iscritti nei registri sono variegati e talora prevedono anche una non colpevolezza, o una colpa lieve, da parte dei diretti interessati, tuttavia in ogni caso per ottenere un prestito da protestati o cattivi pagatori necessita di solide garanzie, come per esempio di una fideiussione, altrimenti l’esito della domanda non potrà che essere negativo.

Come ottenere prestiti da protestati o cattivi pagatori

Le crescenti difficoltà economiche di famiglie e imprese ha comportato un aumento delle difficoltà di solvibilità, per cui come ottenere prestiti da protestati e cattivi pagatori è divenuta una richiesta sempre più pressante e urgente da parte della clientela, ed allargandosi sempre più questo bacino d’utenza, è stata una conseguenza naturale da parte di banche e finanziarie offrire nuove opportunità ai segnalati per disguidi finanziari, tanto che esiste ormai un settore specifico rivolto esclusivamente a questa categoria.

Quando si presenta la propria domanda di finanziamento con la relativa documentazione in allegato, l’approvazione o meno di tale domanda è preceduta dalla cosiddetta fase istruttoria, in cui nell’analisi del finanziamento viene valutata, oltre che la solidità patrimoniale del richiedente, la sua affidabilità creditizia: è in questo momento che essere segnalati presso il Registro dei Protesti o quello del Crif comporta una valutazione negativa e un alto rischio di bocciatura della domanda, con l’ulteriore conseguenza di non poter avanzare altre richieste presso le finanziarie per un certo periodo di tempo. E allora come ottenere prestiti da protestati o cattivi pagatori?

L’importanza delle garanzie

Se non si è finiti iscritti nei registri in maniera inconsapevole, avvenimento tra l’altro più frequente di quanto ci si creda, è bene premunirsi sia dalla fase istruttoria delle maggiori tutele a sostegno della propria domanda di finanziamento: per una persona protestata garanzia è la parola d’ordine, poiché è di fondamentale importanza per una banca, più di qualsiasi potenziale cliente “normale”, avere a che fare con un soggetto in grado di poter dimostrare di essere in possesso non solo di mezzi economici sufficienti alla sostenibilità del rimborso, ma soprattutto di poter garantire un certo e puntuale rientro del credito ottenuto in prestito. Maggiori saranno le garanzie fornite, tanto più saranno le possibilità di accedere al credito anche nella condizione di cattivo pagatore.

Quali sono queste garanzie? Chiaramente la situazione cambia notevolmente se parliamo di un lavoratore del settore pubblico con un contratto a tempo indeterminato, giusto per fare un esempio, rispetto a un lavoratore autonomo con partita Iva: per ora ci limitiamo ad accennare in linea generale alle principali e più diffuse garanzie, che andremo poi ad analizzare più in dettaglio nei capitoli successivi. Le garanzie più diffuse sono

  • la busta paga
  • la titolarità di una pensione (di anzianità, di vecchiaia, di reversibilità)
  • la firma di una figura terza che faccia da garante
  • un’ipoteca immobiliare

Una volta presentate queste garanzie, se ci si è informati presso la banca o finanziaria prescelta sulla fattibilità dell’operazione, le possibilità di ottenere il finanziamento si fanno più elevate. Per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, così come per i detentori di un assegno previdenziale, è abbastanza semplice ottenere un prestito per protestati e cattivi pagatori utilizzando la formula della cessione del quinto, che prevede la garanzia appunto della busta paga o del cedolino della pensione, in modo da mettere al riparo l’istituto di credito dal rischio insolvenza. Per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, che non possono contare su queste garanzie altrettanto solide, le soluzioni più facili sono la firma di un garante per ottenere una fideiussione, oppure provare a richiedere un prestito con cambiali, o ancora utilizzare beni mobili e immobili a garanzia, come spiegheremo in dettagli nei capitoli dedicati.

Un’altra maniera più tortuosa, perché richiede tempi più lunghi che contrastano con l’esigenza di ottenere liquidità immediata, è farsi cancellare dal registro dei protestati e dei cattivi pagatori, cosa che è possibile quando si è stati segnalati per motivi illegittimi, per errori, o anche semplicemente pagando subito quanto dovuto e attendere i tempi necessari per la riabilitazione e la successiva cancellazione. Una volta che la scomoda etichetta negativa sarà stata eliminata dal database, si avrà la possibilità di chiedere qualunque tipologia prestito in qualsiasi momento senza il timore che questa zavorra possa impedire l’erogazione di un finanziamento.

Lavoratori dipendenti protestati e cattivi pagatori: la cessione del quinto

Prestiti a protestati e cattivi pagatori sono più semplici da ottenere se si è lavoratori dipendenti del settore pubblico e provato a tempo indeterminato, o anche a tempo determinato purché il finanziamento abbia un piano di rimborso con tempistiche analoghe alla scadenza contrattuale, poiché si può accedere alla cessione del quinto, una tipologia di prestito personale che viene erogata anche ai pensionati. Questo finanziamento così definito

è un prestito personale a tasso fisso che viene rimborsato attraverso una trattenuta in busta paga (o sull’assegno previdenziale) di importo non superiore a un quinto dello stipendio mensile netto, ossia il 20 per cento del totale.

Poiché la banca o finanziaria ha davanti a sé un reddito certo e dimostrabile, e l’ammortamento viene stipulato con il datore di lavoro o ente pensionistico che versa materialmente la rata all’istituto di credito mediante la trattenuta, questa tipologia di finanziamento si presta ad essere erogata anche a protestati e cattivi pagatori.

Le caratteristiche della cessione del quinto

I vantaggi della cessione del quinto sono diversi, come mostriamo in questo schema sintetico:

  • Piani di rimborso da 24 a 120 mesi
  • Nessun giustificativo di spesa
  • Possibilità di richiedere un anticipo sul capitale erogabile
  • Tasso di interesse fisso
  • Richiedibile anche con altri finanziamenti in corso
  • Richiedibile anche con disguidi finanziari passati
  • Copertura assicurativa a tutela del credito

Migliori offerte cessione del quinto 2018

Dopo aver spiegato quali sono le caratteristiche peculiari della cessione del quinto, vogliamo offrire una panoramica sulle migliori offerte 2018 di questa tipologia di finanziamento che abbiamo potuto visualizzare utilizzando simulatori e comparatori on line: dove conviene accendere una cessione del quinto per protestati e cattivi pagatori considerando tassi di interesse e condizioni finanziarie?

Cessione del quinto di Intesa San Paolo

Iniziamo con la cessione del quinto Intesa San Paolo, uno dei maggiori istituti di credito del nostro Paese, che offre fino a 75.000 euro senza spese di istruttoria o commissioni per il pagamento delle rate, potendo avanzare la richiesta fino a 82 anni di età. Il tasso di interesse fisso è al 6,95 per cento, per cui ad esempio possiamo avere

un richiedente con 1.000 euro di entrata fissa per stipendio o pensione che potrà pagare una rata mensile di 199 euro da rimborsare in 60 mesi ottenendo poco più di 10.000 euro complessivi, per una restituzione finale di euro 11.940,00 euro comprensivo delle spese correlate, per un TAEG al 7,29 per cento

BNL Cessione del quinto

Un’altra offerta piuttosto allettante che abbiamo riscontrato nei confronti tra istituti e finanziarie nel 2018 è la cessione del quinto di BNL, che propone un TAN fisso al 5,19 per cento, potendo richiedere importi anche molto elevati, di poco superiori ai 100.000 euro, con azzeramento di imposta di bollo, spese di istruttoria e commissioni di incasso, mentre sono previste spese di intermediazione intorno ai 140 euro. Un esempio di finanziamento con questo istituto prevede

una richiesta di 23.000 euro che comporta una rata mensile di 250 euro in 120 mesi con 6.634 euro di interessi da restituire e un TAEG al 5,45 per cento

Cessione del quinto Unicredit

Per quanto riguarda la cessione del quinto di Unicredit, abbiamo anche in questo caso la possibilità di richiedere importi fino a 72.000 euro per un dipendente pubblico, un po’ meno un dipendente privato che può ottenere al massimo 47.000 euro. Il TAN fisso è al 5,50 per cento, ma con questo istituto di credito sono invece previste spese di istruttoria e oneri fiscali, tanto che il TAEG massimo applicabile arriva per cifre fino a 15.000 euro al 18,5625 per cento, oltre 15.000 euro al 14,8875 euro. Ipotizzando una cessione del quinto dello stipendio per un dipendente pubblico

possiamo avere ad esempio una rata di 300 euro al mese per 120 mensilità, ottenendo un capitale di 27.000 euro che comporta un TAEG al 6,19 per cento, e un totale da restituire alla banca di 36.000 euro.

Findomestic Cessione del quinto

Come sempre Findomestic offre periodicamente finanziamenti a costi molto vantaggiosi, e ad esempio fino a settembre 2018 per la cessione del quinto on line possiamo avere una proposta altamente vantaggiosa: oltre al consueto azzeramento di commissioni di intermediazione e gestione pratica, imposta di bollo per comunicazioni periodiche e imposta di bollo sostitutiva, si evidenzia

un TAN e un TAEG entrambi fissi rispettivamente al 5,17 e al 5,29 per cento, ottenendo 16.000 euro da restituire in 120 rate con un importo di 171 euro al mese, e un totale dovuto che risulterà essere di 20.520 euro a fine ammortamento. 

In questa tabella riassuntiva ricapitoliamo le condizioni finanziarie proposte dai nostri esempi di cessione del quinto 2018 desunti dalle simulazioni on line

IstitutoImporto ricevutoImporto dovutoRata mensileDurataTANTAEG
Intesa San Paolo€ 10.000€ 11.940€ 19960 mesi6,95%7,29%
BNL€ 23.225€ 30.000€ 250120 mesi5,19%5,45%
Unicredit€ 27.000€ 36.000€ 300120 mesi5,50%6,19%
Findomestic€ 16.000€ 20.520€ 171120 mesi5,17%5,29%

Consolidamento debiti

Un’altra possibilità di ottenere credito puntando sempre sulla cessione del quinto è il consolidamento debiti, uno strumento sempre più diffuso per cercare di evitare il sovraindebitamento delle famiglie. Grazie a questo prodotto finanziario è possibile

riunire tutti i finanziamenti in corso in un’unica rata presso la finanziaria prescelta, stipulando un periodo di ammortamento superiore e ad un tasso di interesse simile se non addirittura inferiore, in modo da rendere l’estinzione del debito più sostenibile e facilmente gestibile. Inoltre è possibile richiedere ulteriore liquidità in aggiunta da rimborsare insieme al debito già esistente

Non tutte le società finanziarie accettano di erogare il consolidamento debiti a protestati e cattivi pagatori, ma in presenza di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato è possibile che possa essere accordata, utilizzando come metodo di rimborso della rata mensile sempre la cessione del quinto.

Offerte consolidamento debiti di Settembre 2019 (visitare sempre i siti delle finanziarie)

Come per la cessione del quinto,diamo uno sguardo a quelle che secondo le simulazioni e i confronti on line paiono essere le migliori offerte di consolidamento debiti, che ricordiamo per i protestati e cattivi pagatori può essere erogata solo attraverso la formula della cessione del quinto come modalità di rimborso, dunque attivabile a pensionati, lavoratori dipendenti pubblici e lavoratori dipendenti privati.

CreditExpress Compact di Unicredit

Tra gli esempi di prestiti a cattivi pagatori e protestati Unicredit si può tentare di fare richiesta del CreditExpress Compact che offre da 2.000 a 50.000 euro per riunire i vecchi debiti in un’unica rata e avere anche liquidità aggiuntiva. La durata dei piani di ammortamento varia dai 36 ai 120 mesi e prevedono un TAN fisso al 10,20 per cento e un TAEG massimo al 12, 37 per cento. Per chi chiede il consolidamento con la cessione del quinto bisogna aggiungere il costo dell’assicurazione contro decesso anticipato e perdita di impiego che potrebbero pregiudicare il rimborso del capitale ottenuto. Vediamo un esempio di consolidamento debiti con Unicredit:

Ipotizzando una cifra di 15.000 euro da rimborsare in 84 mesi, avremo il TAN fisso al 10,20 per cento mentre il TAEG sarà in questo caso al 11,13 per cento, per una rata di ammortamento mensile che risulterà essere di 253,08 euro.

Unika Fiditalia

Tra i prestiti cattivi pagatori e protestati Fiditalia vi è la soluzione di consolidamento debiti denominata Unika, che prevede importi finanziabili da 3.000 a 30.000 euro e una durata dei piani di ammortamento tra 24 e 84 mesi. Il TAN fisso è al massimo al 10,40 per cento, mentre il TAEG può raggiungere il 16,91 per cento. Ecco un esempio di Unika Fiditalia per una richiesta di 10.000 euro:

l’importo della rata mensile di ammortamento sarà di 196,41 euro per 65 mesi di ammortamento, avendo il TAN fisso al 8,90 per cento e un TAEG al 10,49 per cento, per un importo totale dovuto che sarà di 12.993,65 euro.

Saldarate IBL

Un’altra proposta interessante di consolidamento debiti è il Saldarate IBL, che attraverso un rimborso con cessione del quinto può essere concesso anche a protestati e cattivi pagatori. Non abbiamo possibilità di offrire esempi di simulazione, ma possiamo ricordare quali sono i vantaggi di questa proposta, ovvero:

  • Rata unica
  • Possibilità di un tasso più basso
  • Possibilità di dilazionare fino a 120 mesi
  • Nessuna garanzia ipotecaria necessaria
  • Rate e tassi comprensivi di tutte le spese

Attraverso il finanziamento unico per tutti i debiti pregressi si può rendere l’ammortamento più sostenibile attraverso una sola rata più leggera che allunga il periodo di ammortamento, avendo possibilità di richiedere liquidità aggiuntiva e a tassi di interesse concorrenziali rispetto a quelli che mediamente vengono applicati dagli istituti di credito con il consolidamento debito.

Lavoratori autonomi protestati e cattivi pagatori

Assai più complicato è ottenere prestiti per lavoratori autonomi protestati e cattivi pagatori, i quali, non avendo un reddito fisso dimostrabile, non possono accedere a uno strumento come la cessione del quinto che riduce sensibilmente i livelli di rischio per una banca o finanziaria. Il prestito personale classico è da escludere, a meno che non si presentino delle garanzie alternative in sede istruttoria. Quali possono essere queste garanzie? In sintesi abbiamo:

  • Prestito con garante o fideiussione
  • Prestito con cambiali
  • Prestito con ipoteca sulla casa
  • Prestito con pegno
  • Prestito con rendite alternative a garanzia

Vediamo in dettaglio come si possono erogare finanziamenti per lavoratori autonomi cattivi pagatori o protestati utilizzando queste garanzie.

Ottenere prestito tramite garante: la fideiussione

L’ipotesi più pratica per tentare di ottenere prestiti a protestati e cattivi pagatori che risultano essere commercianti, artigiani, imprenditori e liberi professionisti con partita Iva, è quella di affidarsi a un garante, ovvero una figura terza che svolge il ruolo di coobbligato per la restituzione del debito. La fideiussione, come viene definita tecnicamente l’erogazione di denaro attraverso un garante, prevede che

in caso di mancato pagamento delle rate del piano di ammortamento da parte del titolare del finanziamento sia il garante a intervenire saldando quando dovuto in quanto appunto coobbligato al rimborso del debito. 

L’unica maniera per tentare di ottenere concretamente del credito attraverso un garante prevede pertanto che questa figura terza presenti alcuni requisiti ritenuti fondamentali ed ineludibili: ovviamente uno stato patrimoniale solido, ossia un reddito fisso dimostrabile che risulti sostenibile con la cifra richiesta, ma soprattutto deve mostrare una reputazione finanziaria inattaccabile, espressa con quella che in gergo tecnico viene definita affidabilità creditizia: il garante deve pertanto avere trascorsi finanziari dimostrabili nelle banche dati consultate dagli istituti di credito, e questi trascorsi devono essere positivi. Sembrerà banale sottolinearlo, ma è inevitabile che il garante non debba essere a sua volta stato segnalato come protestato o cattivo pagatore, altrimenti la richiesta di finanziamento sarà obbligatoriamente respinta.

Prestito cambializzato

Da lavoratori autonomi, ma non solo, quando si ha bisogno urgente di liquidità senza avere concrete chance di ottenere un capitale, spesso la sola possibilità è richiedere un prestito con cambiali attraverso quelle società finanziarie e di intermediazione che intervengono proprio per offrire una sponda a chi non avrebbe altre possibilità di ottenere credito. Questa tipologia di prestito si fonda appunto sulle cambiali, ovvero

titoli di credito come le “tratte” o i “pagherò”, che devono essere firmate e in seguito deve essere apposto un bollo. La differenza sostanziale con le rate è che in caso di mancato pagamento, anche di una sola scadenza, consentono al creditore di pignorare i beni del debitore. Tuttavia c’è anche una differenza positiva rispetto alla classica rata di ammortamento: tramite accordo con il creditore è possibile anche posticipare la data del pagamento della cambiale, se per quel giorno non si ha la liquidità sufficiente.

Altre caratteristiche del prestito cambializzato sono:

  • Importi richiedibili generalmente compresi tra 2.500 e 50.000 euro
  • Piani di ammortamento tra 12 mesi e 120 mesi
  • Possibilità di rinnovo delle cambiali
  • Tassi di interesse più elevati rispetto ai prestiti personali
  • Condizioni finanziarie generali tendenzialmente più onerose

Per chi si trova in estrema difficoltà, spesso il prestito con cambiali rappresenta la sola opzione possibile, ma il suggerimento è di valutare bene altre strade e di confrontare comunque vari preventivi prima di accettare un prestito cambializzato, poiché come abbiamo evidenziato i costi complessivi possono essere anche molto esorbitanti.

Ipoteca sulla casa a garanzia

In mancanza di un garante, e non volendo o potendo sottostare a un prestito con cambiali, si può provare a offrire delle garanzie reali sui beni di propria proprietà, e vedere se la banca o società finanziaria di turno acconsente un finanziamento a queste condizioni, ipotesi comunque non scontata. Un primo tentativo che si può fare è chiedere un’ipoteca su un bene immobile di proprietà, una soluzione ideale quando si necessita di ottenere molto denaro, poiché il bene immobile ha un valore molto elevato, e oltretutto chiedendo l’ipoteca non si perde il possesso del bene. Proprio per questo motivo può capitare che un istituto di credito possa

rifiutare di erogare un capitale con un’ipoteca sulla casa come garanzia quando cifra richiesta è di modesta entità, poiché per una banca sarebbe complicato in caso di insolvenza recuperare il capitale, dovendo affrontare un iter troppo complesso. 

Credito su pegno

Non ci sono solo i beni immobili da utilizzare come garanzie reali per ottenere del credito: soprattutto per cifre più modeste si può provare a richiedere credito su pegno di beni materiali, come ad esempio gioielli. Il funzionamento del credito su pegno è molto semplice:

  • Viene effettuata una perizia sul bene
  • Si corrisponde il valore equivalente del bene in denaro al richiedente
  • Si concorda un piano di ammortamento per la restituzione del capitale ottenuto
  • In caso di saldo regolare, al termine dell’ammortamento si rientra in possesso del bene
  • In caso di mancato saldo, l’istituto mette all’asta il bene per riprendere il denaro mancante

Quante possibilità effettive ci sono di ottenere credito su pegno? Non sono molte le società finanziarie e gli istituti di credito che accettano questa forma di garanzia, tuttavia qualche ente creditizio c’è, e vale la pena effettuare una ricerca per provare a ottenere questi prestiti senza busta paga mettendo a garanzia i propri beni in pegno.

Rendite alternative come garanzia

Un’ultima possibilità per provare ad ottenere finanziamenti da lavoratori autonomi protestati o cattivi pagatori è quella di mettere a disposizione rendite alternative come forma di tutela del capitale richiesto. Quali possono essere queste rendite alternative? Esempi tipici in questo senso sono un capitale vincolato che genera un rendimento costante e che non conviene finanziariamente sciogliere, oppure l’affitto di un immobile regolarmente registrato: non sempre è facile trovare una finanziaria che accetti l’erogazione di un finanziamento sotto questa modalità di garanzia, in ogni caso

è importante dimostrare in fase istruttoria che si resterà titolare della rendita per tutto il periodo necessario per completare l’ammortamento del prestito. 

Le opportunità di piccolo prestito

Altra soluzione che diverse società finanziarie ed istituti di credito mettono a disposizione dei clienti è il piccolo prestito, ovvero un finanziamento di entità alquanto modesta, dai 500 euro ai 5.000 euro in media, che proprio per questa sua natura è più facilmente sostenibile anche da chi è segnalato come protestato e cattivo pagatore, in quanto i rischi per la banca o finanziaria sono assai più contenuti. In buona sostanza chi offre il piccolo prestito

propone una linea di credito, che può essere anche ricaricabile, con un funzionamento simile alle carte di credito revolving, ma senza costi aggiuntivi; l’importo da rimborsare corrisponde esclusivamente alla somma utilizzata dal beneficiario del piccolo prestito, su cui viene applicato il tasso d’interessi fisso all’importo effettivamente speso, da restituire attraverso un piano di ammortamento personalizzato e concordato con la finanziaria in sede contrattuale, mediante rate di importo modesto e sostenibile (anche 40 0 50 euro). 

Ovviamente anche per ottenere un piccolo prestito sono necessari requisti e garanzie: bisogna essere intestatari di un conto corrente bancario o postale, di un reddito certificato con busta paga ricevuta per lavoratori dipendente sotto contratto a tempo indeterminato, oppure la dichiarazione dei redditi per i lavoratori autonomi e il cedolino della pensione i pensionati. Ma per i protestati e cattivi pagatori quante possibilità ci sono per vederli erogati?

La possibilità di ottenere un piccolo prestito è arbitrariamente riservata alla singola banca e alle politiche di rischio applicate, tuttavia le opportunità aumentano tramite sempre le garanzie accessorie che rafforzano la tutela del credito agli occhi dell’istituto: avere un garante terzo o anche delle rendite alternative fisse come un canone di affitto in entrata, possono aumentare di molto le chance di ottenere l’approvazione. In alcuni casi possono bastare anche le certificazioni di versamenti regolari sul conto corrente per ottenere l’approvazione del finanziamento, ma come sempre non possiamo generalizzare e la valutazione cambia da banca a banca. In caso di esito positivo il finanziamento sarà erogato entro 48 ore dalla richiesta, e il rimborso comincerà regolarmente il mese successivo secondo le modalità concordate.

Migliori offerte piccolo prestito di Settembre 2019

Fermo restando che è necessario informarsi presso lo sportello territorialmente più vicino, oppure chiedendo informazioni attraverso i contatti e i canali telematici, se è prevista la possibilità di finanziamento anche a protestati e cattivi pagatori, vediamo quali sono le migliori offerte di piccolo prestito rilevate attraverso gli strumenti di simulazione e comparazione sul web.

MiniCredito Compass

Il MiniCredito di Compass è uno di quei casi in cui il piccolo prestito si configura come un fido bancario, avendo a disposizione sempre una riserva di 1500 euro collegata al conto corrente, in cui la quota disponibile viene ricostituita integralmente nel momento in cui la somma imprestata viene rimborsata mediante il pagamento delle rate di ammortamento, che hanno un importo prefissato di 50 o 100 euro. Inoltre è prevista una quota fissa per la messa a disposizione del fido di 20 euro all’anno, un TAN fisso del 16 per cento e un TAEG variabile ma che non può superare la soglia massima del 23,3 per cento. Un esempio di MiniCredito Compass prevede

l’ottenimento di 500 euro che si possono rimborsare in 12 rate mensili avendo in tale modo una singola rata dall’importo di 50 euro, per un totale dovuto che risulterà essere di 577,14 euro. 

CreditExpress Easy Unicredit

La formula di finanziamento che più si avvicina all’idea di piccolo prestito Unicredit è il CreditExpress Easy che si ottiene in pochi secondi tramite l’App Mobile Banking di Unicredit, ed è utilizzabile a tutti coloro che sono titolari di un conto corrente Unicredit da almeno 6 mesi e che hanno attivato il sistema internet banking: con questo prodotto finanziario Unicredit può essere erogato un prestito da 1.000 fino a 5.000 euro attraverso il proprio smartphone smartphone. Altre condizioni finanziarie di questo piccolo prestito sono

un tasso fisso pari al 6,90 per cento, e il  finanziamento viene restituito in rate mensili con piani dalla durata estesa tra 12 e 36 mesi. Si tratta di un finanziamento ideale per chi ha un piccolo imprevisto e necessita urgentemente di liquidità.

Come cancellare protesti

Ovviamente il miglior modo per poter ottenere finanziamenti sarebbe quello di essere cancellati dal registro dei protestati e dei cattivi pagatori in modo da tornare pienamente operativi sul fronte del mercato finanziario, senza restrizioni per l’accesso al credito: come funziona? Per quanto riguarda il Registro dei Protesti, prima di arrivare all’iscrizione vera e propria è possibile riabilitare la propria posizione saldando:

  • Il debito contratto con il creditore
  • Gli interessi legali di mora
  • Le spese correlate all’attivazione della levata di protesto
  • Una penale pari al 10 per cento della somma a debito

Se questa operazione viene effettuata entro i dodici mesi dall’avviso di levata, quando si è ancora nel Bollettino dei Protesti, dove la propria posizione può essere modificata, si può ottenere la riabilitazione presso il Tribunale, fare domanda presso la Camera di Commercio mediante gli appositi documenti e pagando le tasse previste, ed ottenere così la cancellazione senza aspettare i 5 anni previsti quando si è nella lista del CAI. Per quanto riguarda gli assegni bancari e postali, il solo modo di ottenere la riabilitazione e la successiva cancellazione è che l’iscrizione sia frutto di errore o di illegittimità.

Cancellazione dati nel Crif

Arrivando invece alla cancellazione dati negli archivi dei cattivi pagatori, può essere fatta domanda di correzione o cancellazione indirizzando la questione nel primo caso alla banca e la seconda direttamente al Crif, che provvederà a contattare l’istituto finanziario responsabile della segnalazione per una verifica.

La banca o finanziaria entro il termine massimo di quindici giorni, dovrà rispondere alla segnalazione del Crif, e in mancanza di risposta, verrà sospesa in automatico la possibilità di consultare i dati del cliente contestato nelle banche dati, sino al raggiungimento del dovuto chiarimento. 

Un altro caso che coinvolge la cancellazione dei dati dal Crif è in caso di truffa, nel momento in cui ci si scopre vittima di un furto dei dati, attraverso i quali chi ha frodato il reale utente ha richiesto ed ottenuto un finanziamento a suo nome senza restituirlo, facendolo così iscrivere al registro Sic. In questa spiacevole e antipatica situazione è ovviamente possibile, anzi doveroso, ottenere la cancellazione dei dati negativi a carico dell’ignaro truffato, ma per fare questo sarà necessario denunciare quanto accaduto alle forze dell’ordine, comunicando successivamente il caso il tutto alla banca o alla finanziaria erogatrice del prestito, e infine richiedere la dovuta cancellazione alla CRIF, il tutto sempre allegando copia della denuncia fatta in precedenza agli agenti di polizia o ai carabinieri.

A mero titolo di completezza di informazione ricordiamo che è possibile chiedere anche la revoca dei dati, esclusivamente quelli positivi, dall’archivio Crif, se per qualche ragione non si vuole più apparire nelle banche dati. Ricordiamo però che se si vuole chiedere un nuovo finanziamento è utile mantenere questi dati che vengono consultati dagli istituti di credito in fase di istruttoria della domanda di prestito.

Conclusioni

Come abbiamo visto nella nostra disamina, esistono varie opportunità nonostante tutto di ottenere prestiti per protestati e cattivi pagatori, ma le occasioni concrete sono molto diseguali a seconda se si ha un reddito certo e dimostrabile, come possono essere i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, oppure se si è lavoratori autonomi, per cui diventa assai più complicato ottenere un capitale mentre si resta segnalati negli archivi per assegni protestati o mancato pagamento delle rate di un precedente finanziamento senza avere una busta paga o il cedolino della pensione. Se non si può accedere alla cessione del quinto, il consiglio è di affidarsi a un consulente finanziario che a seconda del singolo caso sarà in grado di indirizzare l’utente verso le opportunità di credito più concrete e fattibili: le possibili soluzioni, per quanto difficili, come abbiamo visto non mancano.