Prestiti e finanziamenti a fondo perduto per protestati e cattivi pagatori

Sono possibili prestiti e finanziamenti a fondo perduto per protestati e cattivi pagatori? È bene chiarire subito che è estremamente difficile, se non impossibile in diversi casi, accedere a tali tipologie di finanziamenti quando si è registrati negli archivi dati per mancato pagamento delle rate di un precedente finanziamento, o addirittura per protesti legati ad assegni bancari e cambiali emesse, tuttavia a titolo meramente informativo proponiamo alcune possibili soluzioni che vengono prospettate soprattutto a determinate categorie di soggetti che dovessero risultare coinvolti in difficoltà finanziarie, fondi statali o sovranazionali, prestiti agevolati indirizzati da associazioni produttive di categoria, anche finanziamenti per combattere la povertà in collaborazione con organizzazioni di solidarietà sociale. Vediamo allora le possibili opportunità di prestito a fondo perduto per protestati e cattivi pagatori, per cui suggeriamo in ogni caso di chiedere conferma ai diretti responsabili dell’erogazione circa i requisiti di accesso.

Le tipologie di finanziamento

Parlare di prestiti e finanziamenti a fondo perduto per protestati e cattivi pagatori significa sostanzialmente riferirsi a somme di denaro erogate a categorie di soggetti particolarmente svantaggiate da enti locali o nazionali attraverso un bando: si chiamano a fondo perduto perché i fondi ricevuti non devono essere rimborsati, oppure solo in parte, a condizioni finanziarie molto favorevoli, per cui si parla di finanziamenti agevolati. Ora questa tipologia di prestiti molto spesso prevede l’esclusione a chi è registrato nelle banche dati per disguidi finanziari precedenti, e molto dipende anche dal tipo di segnalazione negativa: maggiore è la gravità del disguido, più si restringe l’accesso al credito, anche per quelli a fondo perduto. In questa sede affronteremo quattro aree di finanziamento che abbiamo individuato come prestito a fondo perduto o agevolato,ovvero:

  • Prestito d’onore
  • Microcredito
  • Finanziamenti agevolati di settore (commercianti, artigiani, ecc.)
  • Prestito della speranza

Prestito d’onore

Per stimolare l’occupazione soprattutto nelle aree geograficamente più depresse, lo Stato eroga uno strumento denominato prestito d’onore attraverso l’agenzia Invitalia, che si pone anche come possibile finanziamento a protestati e cattivi pagatori: tuttavia anche per il prestito d’onore esistono dei limiti d’accesso, ovvero non si devono avere precedenti penali né procedure esecutive o concorsuali, per cui pignorati e falliti sono impossibilitati ad ottenere tali somme di denaro. Questo prestito d’onore è un finanziamento pensato

per generare nuove attività lavorative attraverso l’autoimpiego e la creazione di imprese rivolte soprattutto a giovani under 35, donne, e abitanti delle Regioni economicamente svantaggiate come quelle del Mezzogiorno d’Italia.

Le regioni interessate dai fondi messi a disposizione da Invitalia sono:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Le caratteristiche del prestito d’onore di Invitalia

Il prestito d’onore erogato da Invitalia è caratterizzato da una somma di denaro così composta: una parte che può arrivare fino al 50 per cento a fondo perduto, ossia non soggetta ad alcuna restituzione, ed un’altra parte a tasso agevolato da restituire in 7 anni. La differenza rispetto ai normali prestiti chiesti ad istituti di credito e società finanziarie è che non vi sono garanzie da presentare al fine dell’ottenimento del capitale, ma dipende esclusivamente dai fondi messi a disposizione ogni anno ed erogati attraverso bandi, fino ad esaurimento dei fondi stessi. Le caratteristiche di questo prestito d’onore Invitalia si possono sintetizzare nel seguente schema:

  • Microimprese: gli investimenti previsti sono connotati da un contributo a fondo perduto di circa il 50 per cento e un finanziamento agevolato per il restante 50, con un tasso d’interesse al 30 per cento del tasso di riferimento in vigore al momento della stipula del contratto di finanziamento. Il rimborso avviene in 7 anni al massimo mediante rate trimestrali costanti posticipate.
  • Franchising: anche in questo caso le agevolazioni prevedono un 50 per cento di denaro in prestito a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato per la restante metà da restituire al massimo in 7 anni.
  • Lavoro autonomo: si prevede un investimento complessivo ammissibile di 25.823 euro, mentre il finanziamento a tasso agevolato per gli investimenti non può superare l’importo di 15.494 euro. Il contributo a fondo perduto per le spese di gestione nel primo anno non può superare i 5.164,57 euro.

Importante: esiste un altro tipo di prestito d’onore destinato a studenti da non confondere con questi fin qui descritti di Invitalia, e che vengono erogati da banche e finanziarie a diverse condizioni agevolate, e che possono essere erogabili anche a cattivi pagatori, a seconda delle politiche di rischio applicate dal singolo istituto.

I requisiti d’accesso

Se dunque quanto erogato da Invitalia si può considerare anche un prestito a fondo perduto per protestati e cattivi pagatori, vi sono comunque dei requisiti da rispettare:

  • Residenza in Italia o almeno da 6 mesi nel nostro Paese per i cittadini extracomunitari
  • Età dei richiedenti (variabile a seconda del tipo di bando)
  • Status di non occupato (o disposto in ogni caso ad abbandonare il posto di lavoro a seguito di accettazione della domanda di finanziamento)
  • La sede legale, amministrativa oppure operativa deve necessariamente essere ubicata in un comune di una delle otto regioni d’Italia sopra elencate
  • Presentazione di un dettagliato business plan nel caso di nuova impresa start up

Andando sul sito di Invitalia si può sapere in dettaglio come inviare la domanda attraverso la modulistica: ad esempio

per il 2018 è possibile inviare domande per il progetto di finanziamento Resto al Sud, che consente di ricevere fino ad un massimo di 50.000 euro, erogato attraverso:

  • un contributo a fondo perduto pari al 35 per cento delle spese
  • un finanziamento bancario garantito dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI di Medio Credito Centrale
  • un contributo in conto interessi a copertura degli interessi sul finanziamento bancario.

Il contributo a fondo perduto è erogato sempre da Invitalia, mentre il restante 65 per cento delle spese si ottiene sotto forma di finanziamento agevolato concesso da una delle banche convenzionate. La particolarità di tale finanziamento, che ha una durata di 8 anni, è quella di darti la possibilità di beneficiare della Garanzia prestata dal Fondo di Garanzia per le PMI, per cui lo Stato garantisce fino al 80 per cento dell’importo richiesto da un beneficiario.

Le opportunità di microcredito

Per sostenere categorie in difficoltà esistono da molti anni opportunità di microcredito e microfinanza, fondi che lo Stato eroga in collaborazione con pubbliche amministrazioni a livello nazionale, regionale e locale, oltre che con gli istituti di credito.

I riferimenti normativi che regolano le attività di microcredito sono contenuti nel Decreto Legislativo n. 141/2010 che definisce e regolamenta il complesso delle attività di questa branca finanziaria, definendo innanzitutto all’articolo 111 quali categorie di soggetti  possono ottenere questi piccoli prestiti: si tratta di

  • persone fisiche, associazioni e società (di persone, srls o cooperative) che vogliono avviare un’attività di lavoro autonomo o una microimpresa
  • persone fisiche in condizione di vulnerabilità economica e sociale

Le caratteristiche dei prestiti di microcredito sono le seguenti:

  • Un importo massimo finanziabile che può essere di 10.000 euro per il sostegno a persone in condizioni di povertà estrema e a rischio di esclusione social, oppure di un importo che va da un minimo di 25.000 euro a un massimo di 35.000 euro per l’avvio di un’attività economica, a seconda se il finanziamento è stato dilazionato nel tempo, se l’azienda che ha ricevuto il microprestito ha rimborsato regolarmente il finanziamento negli ultimi sei mesi e se ha raggiunto gli obiettivi del piano di sviluppo fissati a tappe intermedie sulla scorta di quanto progettato con l’ente finanziatore
  • Durata del prestito al massimo di 7 anni
  • Un’assistenza tecnica e un’attività di monitoraggio da parte dell’ente finanziatore per accertarsi che il prestito venga utilizzato nella specifica realizzazione delle attività per le quali era stato richiesto

Avendo spiegato in cosa consistono i finanziamenti attraverso il microcredito, inevitabilmente la domanda che ci poniamo è: sono da considerarsi prestiti e finanziamenti a fondo perduto per protestati e cattivi pagatori? Quello che possiamo dire con certezza è che alcuni di questi bandi sono effettivamente aperti anche ai cattivi pagatori, mentre per protestati ed altri soggetti che hanno avuto disguidi finanziari particolarmente gravosi non vi sono possibilità di accesso al credito. In ogni caso per maggiori informazioni è bene informarsi presso gli enti di microcredito nazionali e locali, poiché a seconda dei bandi e dei relativi fondi messi a disposizione vi sono determinati requisiti di accesso per cui, in alcuni casi, anche chi ha avuto problemi legati al mancato pagamento delle rate di ammortamento di un prestito, potrebbe comunque ottenere una somma attraverso questo circuito di microfinanza.

Finanziamenti di settore: sono accessibili a protestati e cattivi pagatori?

Alcune tipologie di lavoratori autonomi che sono state particolarmente toccate dalla crisi economica, come artigiani e commercianti, possono contare sull’aiuto di associazioni di settore che sostengono le rispettive categorie produttive: parliamo di enti come ad esempio Confcommercio o la Confesercenti, solo per citare alcuni dei nomi maggiori, giacché vi sono anche reti associative locali operanti in ogni regione d’Italia che svolgono medesime funzioni. Queste associazioni erogano

prestiti e finanziamenti agevolati, sulla base di fondi messi a disposizione in ambito regionale, nazionale ed europeo, che offrono prestiti a tassi di interesse molto vantaggiosi, con durate variabili circa l’ammortamento del debito.

Sulla scorta delle informazioni a nostra disposizione, ci risulta che tali finanziamenti agevolati di settore non possono essere erogati a cattivi pagatori e a protestati, tuttavia suggeriamo sempre di informarsi presso i suddetti enti per essere sicuri oltre ogni ragionevole dubbio. Per tali categorie produttive in crisi sarebbe meglio richiedere un prestito alle associazioni di categoria prima di ritrovarsi nell’impossibilità di onorare i pagamenti, ed essere così iscritti nei registri come il Crif, che ne impediscono l’accesso. Oppure adoperarsi per la cancellazione in altri modi, se possibile, prima di poter poi richiedere un aiuto a tali enti finanziatori.

Prestito della speranza

Una tipologia di finanziamento che può essere erogato a chiunque si trovi in difficoltà è il cosiddetto prestito della speranza, destinato a tutti coloro che hanno problemi documentabili di accesso al credito: si tratta di somme non particolarmente elevate, ma che possono aiutare persone fisiche in grave difficoltà economica, imprenditori e commercianti per rilanciare una piccola attività, oppure ancora i disoccupati che si vogliono reinserire nel mercato lavorativo attraverso un percorso di riqualificazione professionale. In questo scenario ci ritroviamo davanti a prestiti e finanziamenti per protestati e cattivi pagatori erogati senza criteri stringenti che lascino fuori dall’aiuto economico chi ha avuto disguidi e segnalazioni negative nel circuito bancario. Il prestito della speranza

nasce nel 2009 per volontà della Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana: questo contributo finanziario a tasso agevolato permette di ricevere fino a un massimo di 7.500 euro per le famiglie, mentre chi ha un’impresa può arrivare a chiedere fino a 25.000 euro. Il piano di ammortamento prevede una durata massima di 6 anni, inclusi 12 mesi di pre-ammortamento, e in caso di estinzione anticipata del debito residuo non sono previste penali. Per tutte le informazioni dettagliate sul prestito della speranza e su come effettuare la domanda di finanziamento bisogna recarsi presso l’ufficio Caritas di competenza del territorio di residenza.

Tabella riassuntiva

Ricordiamo ancora una volta che non tutte le categorie di soggetti che hanno disguidi finanziari sono identiche, si va dai casi meno gravi agli occhi del sistema del credito (i cattivi pagatori), fino alle categorie con maggiori restrizioni: in questa tabella riassuntiva proponiamo tutti i possibili finanziamenti agevolati e a fondo perduto per protestati e cattivi pagatori per orientarsi con maggiore facilità:

Categoria di soggettiPrestito d'onoreFinanziamenti di settoreMicrocreditoPrestito della speranza
Cattivi pagatoriNoIn alcuni casi
ProtestatiNoNo
PignoratiNoNoNo
FallitiNoNoNo

Conclusioni

Abbiamo visto come i prestiti e finanziamenti a fondo perduto per protestati e cattivi pagatori siano piuttosto complicati da ottenere, soprattutto per determinate categorie di soggetti, come coloro che hanno subito un pignoramento o una procedura concorsuale per fallimento, mentre altri richiedenti con segnalazioni negative possono effettivamente avere qualche possibilità in più, per rimettersi in gioco con una nuova attività lavorativa e imprenditoriale, o a sostegno di quella già esistente. Per coloro che non hanno altre opportunità di accesso al credito, consigliamo come ultima possibilità di rivolgersi agli enti che erogano prestiti mediante cambiali, oppure per chi ha opportunità in tal senso di recarsi presso un istituto di credito o una società finanziaria con un garante solido e affidabile che possa consentire l’ottenimento di un capitale.

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