Prestiti a protestati commercianti e a cattivi pagatori che hanno attività di vendita

prestiti a protestati commercianti e a cattivi pagatori che hanno attività di vendita rientrano nella sfera dei finanziamenti per lavoratori autonomi, ovvero prestiti senza busta paga come documentazione di reddito, il che comporta sempre delle serie problematiche quando si è stati segnalati nel registro Crif e nelle altre banche dati consultate da istituti di credito e finanziarie per valutare l’affidabilità creditizia di un cliente. Questo vuol dire naturalmente che non possono essere erogati prestiti a commercianti protestati e cattivi pagatori sotto forma di cessione del quinto, la formula generalmente prospettata da banche e società finanziarie per chi ha avuto protesti o non ha saldato le rate di precedenti finanziamenti, poiché tale soluzione è riservata esclusivamente a pensionati e lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato: quali alternative ci sono allora? Per quanto le difficoltà siano tante, è possibile tentare alcune strade finanziarie in modo da provare ad ottenere prestiti a cattivi pagatori che hanno attività di vendita e a commercianti che hanno avuto protesti.

Prestiti commercianti protestati, le possibili soluzioni

Per mandare avanti un’attività di vendita è molto importante riuscire ad ottenere dei finanziamenti, dunque è facile immaginare a quali difficoltà può andare incontro un commerciante cattivo pagatore che necessita di liquidità urgentemente, magari per salare credito ai fornitori, o semplicemente per pagare bollette arretrate. Le soluzioni possibili per ottenere prestiti a protestati commercianti rientrano nel novero dei finanziamenti per lavoratori autonomi, che non possono presentare un reddito dimostrabile da busta paga o assegno previdenziale: abbiamo

  • Prestito con garante o fideiussione
  • Prestito con cambiali
  • Prestito con ipoteca sulla casa
  • Prestito con pegno
  • Prestito con rendite alternative a garanzia

Normalmente i commercianti potrebbero ottenere credito presso una finanziaria presentando il modello Unico della dichiarazione dei redditi, meglio ancora se degli ultimi 2 o 3 anni, certificando la costanza di entrate regolari mediante l’attività di vendita, tuttavia segnalazioni di protesti o rate non saldate comporta inevitabilmente enormi restrizioni di accesso al credito. Vediamo adesso in dettaglio tutte queste possibili strade alternative.

La fideiussione con garante

Il modo relativamente più semplice per provare ad ottenere prestiti a commercianti protestati e cattivi pagatori è quello di affidarsi a un garante, una figura terza che svolge il ruolo di coobbligato al rimborso del debito, per cui

in caso di mancato pagamento delle rate del piano di ammortamento concordato da parte del titolare del finanziamento, interviene il garante che copre l’ammanco personalmente, saldando quanto pattuito. 

La condizione per cui un istituto di credito possa accettare una fideiussione, come si chiama in gergo tecnico un finanziamento con garante, è che questa figura terza, generalmente un parente stretto del commerciante richiedente ma può essere anche un amico o conoscente, abbia non solo un reddito certo e dimostrabile, sufficiente per saldare eventualmente il capitale erogato più gli interessi pattuiti, ma soprattutto una solida affidabilità creditizia: questa affidabilità si traduce in un passato finanziario documentato, con rimborsi di prestiti sempre avvenuti con puntualità,  senza dunque segnalazioni negative nelle banche dati per assegni protestati o mancati pagamenti di rate. Senza questa affidabilità certificata è pressoché impossibile ottenere un prestito personale con garante.

Prestito con cambiali

Un’altra soluzione possibile quando si ha bisogno urgente di liquidità, senza avere possibilità concrete di ottenere credito, è affidarsi a quelle società finanziarie che erogano prestiti cambializzati, ovvero finanziamenti non finalizzati generalmente destinati a soggetti che per vari motivi non possono ottenere un normale prestito personale da una banca. Questo prestito prevede invece delle rate appunto delle cambiali, che sono

titoli di credito quali “tratte” o “pagherò”, firmate e vidimate da un bollo, che consentono al creditore di pignorare i beni del debitore in caso di mancato saldo anche di una sola scadenza. 

Gli importi erogati attraverso il prestito cambializzato oscillano di norma tra 2.500 e 50.000 euro, con una durata del rimborso va dai 12 mesi a un massimo di 10 anni: un vantaggio delle cambiali rispetto alle rate di ammortamento è che le cambiali possono essere rinnovate, ovvero prima della scadenza dell’effetto è possibile posticipare la data di pagamento previo accordo tra le parti, ma c’è da tenere presente che i costi sono molto più elevati rispetto ai prestiti normali, per cui si consiglia di confrontare più preventivi per valutarne effettivamente la convenienza. Va sottolineato comunque come per i commercianti questa potrebbe essere effettivamente la sola possibilità di ottenere credito con relativa velocità e un buon grado di certezza.

Chiedere un’ipoteca sulla casa

Quando si è a corto di alternative per ottenere un prestito da commerciante cattivo pagatore, e nemmeno un potenziale garante può risolvere la problematica, allora si deve necessariamente ricorrere ai beni in proprio possesso come forma di garanzia a tutela del credito che si vuole richiedere. La prima soluzione che possiamo suggerire è chiedere un’ipoteca su un bene immobile di proprietà, una soluzione ideale perché attivando questo diritto reale di garanzia non si perde il possesso del bene, e si ha la possibilità di ottenere molto denaro, per cui può risolvere tante criticità se si hanno parecchi debiti e spese da affrontare. Va invero ricordato che

un istituto di credito difficilmente accetterà di erogare un capitale con un’ipoteca sulla casa come garanzia se la cifra richiesta è di modesto importo, giacché in quel caso sarebbe complicato per la banca rivalersi sul bene, per cui si tratta di una soluzione finanziaria da percorrere solo per cifre di elevata entità. 

Chiedere credito su pegno

Se non si hanno beni immobili di proprietà, si può provare ad ottenere credito su pegno di beni materiali, come ad esempio gioielli: dopo una valutazione tramite perizia viene erogato il corrispondente valore economico in denaro al richiedente, il quale dopo aver saldato il debito attraverso il regolare pagamento delle rate potrà riscattare il bene, che in caso contrario verrà venduto all’asta dall’ente creditizio che eventualmente avrà offerto questo servizio finanziario al cliente. Non sono molte le società finanziarie e gli istituti di credito che accettano questa forma di garanzia, tuttavia si può tentare una ricerca soprattutto sul web per vedere chi eroga prestiti e finanziamenti senza busta paga con beni in pegno a garanzia.

Rendite alternative come garanzia

Un’ultima possibilità per provare ad ottenere credito attraverso dei beni in possesso come forma di garanzia per la banca o finanziaria è usufruire di rendite alternative che per vari motivi non si vuole o non si può sfruttare per coprire il bisogno urgente di liquidità. Quali possono essere queste rendite alternative? Pensiamo ad esempio all’affitto di una casa regolarmente registrato, oppure un piccolo capitale che genera un rendimento costante e che risulterebbe economicamente svantaggioso svincolare: se si riesce a trovare una finanziaria che accetta l’erogazione magari un piccolo prestito sotto questa forma,

è importante dimostrare in fase istruttoria che si resterà titolare della suddetta rendita per tutto il periodo necessario a completare l’ammortamento del debito per restituire il finanziamento ricevuto. 

Quali documenti presentare?

Qualunque sia la strada che si vuole percorrere per ottenere il credito necessario, bisogna premunirsi di un’apposita documentazione per inoltrare la domanda di finanziamento: di base comprende

  • Copia del documento di identità
  • Codice fiscale o tessera sanitaria
  • Ultima dichiarazione dei redditi

Ulteriori garanzie reali e di reddito devono essere presentati a seconda del tipo di finanziamento previsto, sulla scorta anche di quanto necessita la finanziaria di turno: certificazioni sulle rendite alternative come il capitale vincolato ad esempio, o il contratto di affitto della casa che si vuole usare sempre a garanzia, o naturalmente i documenti di reddito e di identità del garante che dovrà firmare come coobbligato per il prestito senza busta paga.

È possibile affidarsi al microcredito?

Lo Stato italiano nel corso degli ultimi anni ha dato impulso a un’ampia serie di progetti e iniziative in materia di microcredito e microfinanza, in collaborazione con pubbliche amministrazioni a livello nazionale, regionale e locale, ed anche con soggetti terzi quali proprio le banche ad esempio. Per i commercianti protestati e cattivi pagatori in cerca di finanziamenti per progetti inerenti la propria attività di vendita suggeriamo di contattare l’ente di microcredito attraverso mail, contatti telefonici o social per capire se ci sono effettivamente delle possibilità di ottenere credito.

Prestito della speranza

Altri tentativi che si possono provare a percorrere come lavoratori autonomi protestati e cattivi pagatori in cerca di finanziamenti quali possono essere i commercianti sono i piccoli prestiti, modeste somme di denaro erogate da vari enti creditizi e non solo le banche, a fronte di un leggero allentamento delle rigide regole legate alle politiche di rischio, essendo gli importi modesti. Questo non vuol dire che sia scontato ottenere un piccolo prestito da cattivo pagatore, ma certo un importo di lieve entità è più facilmente erogabile.

Un caso particolare sotto questa prospettiva è il cosiddetto prestito della speranza, una tipologia di finanziamento destinata a famiglie e microimprese in difficoltà, ideata a seguito di una collaborazione nata nel 2009 tra Conferenza Episcopale Italiana e Associazione Bancaria Italiana. Di cosa si tratta? Sostanzialmente

è un fondo di garanzia che si autoalimenta, destinato a chi ha problemi documentabili di accesso al credito ad esempio per rilanciare una piccola attività oppure per investire nella riqualificazione professionale e provare un reinserimento nel mercato lavorativo dopo un licenziamento. Le cifre non sono molto elevate, ma come si evince dalla descrizione appena fatta è una soluzione che calza perfettamente per i protestati commercianti e chi cerca prestiti per partite Iva a sostegno delle piccole attività che devono essere avviate o che necessitano di fondi per ripartire.

Gli importi possono variare per famiglie e imprese, andando a un massimo di 7.500 euro per le prime, mentre chi ha un’impresa può arrivare a chiedere a condizioni agevolate fino a 25.000 euro. Il finanziamento ha una durata massima di 6 anni, inclusi 12 mesi di pre-ammortamento, non sono previste penali in caso di estinzione anticipata. Per tutte le informazioni dettagliate in merito e per effettuare la domanda di finanziamento bisogna recarsi presso l’ufficio Caritas di competenza del territorio di residenza.

Cosa fare in caso di esito negativo

Una volta che viene istruita la pratica di finanziamento può capitare che l’esito sia negativo e che la domanda venga respinta. Questo esito viene registrato nelle banche dati e la cancellazione avverrà automaticamente dopo 30-40 giorni: è bene sapere che è necessario attendere la cancellazione automatica altrimenti, se ci si rivolge subito ad un altro istituto di credito per procedere con la valutazione della richiesta di prestito a lavoratori protestati autonomi, non solo l’esito sarà sicuramente negativo, ma si peggiorerà la propria posizione. Il suggerimento è di

utilizzare prima i simulatori e i comparatori on line per capire quali effettive possibilità di finanziamento vi sono, scegliendo la più realizzabile e concreta, senza affidarsi necessariamente alla prima finanziaria vicino casa. In alternativa ci si può affidare anche a un consulente esperto, che potrà indirizzare verso la soluzione finanziaria più idonea per il proprio caso, ad ogni modo è bene non istruire una pratica di finanziamento senza avere qualche concreta chance di ottenere un esito positivo, sapendo che in caso di risposta negativa è conveniente attendere i giorni necessari per la cancellazione automatica.

Conclusioni

Per tutte le categorie di lavoratori autonomi non è affatto facile ottenere finanziamenti, e questo discorso vale anche per i commercianti protestati e cattivi pagatori che necessitano di un prestito per saldare spese e in generale per mandare avanti la propria attività di vendita. Non potendo contare su un reddito dimostrabile, gli istituti di credito non possono erogare la cessione del quinto che normalmente viene proposta da banche e finanziarie per i segnalati al Crif o al Registro dei Protesti. Per quanto difficili, i lavoratori autonomi possono comunque provare ad informarsi, anche sfruttando l’ausilio di un consulente finanziario, per vedere se è possibile ottenere un prestito con un solido garante, o affidarsi alle cambiali per un finanziamento in caso di urgente bisogno di liquidità.

Non bisogna disdegnare i competenti uffici territoriali per il microcredito o addirittura servizi come quello della Caritas, per chi versa in gravi difficoltà finanziarie e necessita di un prestito anche di piccola entità: soluzioni facili non ce ne sono, ma vale la pena di fare dei tentativi e vedere di riuscire ad ottenere concretamente prestiti a protestati commercianti e cattivi pagatori sfruttando tutti i canali possibili, sia nel territorio fisico che mediante le proposte che si possono trovare on line.

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