DOMANDE FREQUENTI – FAQ Prestiti a Protestati e Cattivi Pagatori

Tutte le domande frequenti su prestiti a protestati e cattivi pagatori: una guida per dirimere qualunque tipo di dubbio o incertezza circa lo status di segnalato nel circuito bancario, e le conseguenze che comporta per l’accesso al credito, da consultare voce per voce oppure dirigendosi direttamente verso l’interrogativo di cui si cerca una risposta. Ecco le più frequenti FAQ che riguardano il mondo dei prestiti per protestati e cattivi pagatori.

Cosa significa protestati? Chi sono i protestati?

Il protesto è un atto pubblico indirizzato all’accertamento del mancato pagamento di un titolo di credito, ovvero:

  • Assegno: titolo di credito bancario o postale, circolare, non trasferibile.
  • Vaglia cambiale o pagherò: le cambiali classiche titoli con cui un soggetto impone a un altro di pagare una certa cifra entro una certa data
  • Tratte: un particolare tipo di cambiale in cui un traente, ovvero colui che materialmente crea il titolo, ordina ad un altro soggetto detto trattario di pagare il titolo ad una terza persona, detta prenditore. Per rendere legale il titolo è necessaria una firma per accettazione del trattario, e tale accettazione può essere richiesta dal portatore o da chiunque altro detiene il titolo entro la scadenza della cambiale

Come e quando si diventa protestati?

Si diventa protestati dopo un lungo e complesso iter che prevede una serie di passaggi: innanzitutto vi è l’avviso di levata, con cui un ufficiale giudiziario o altro soggetto autorizzato apre il procedimento per il mancato pagamento di un assegno o di una cambiale, comunicandolo al debitore. Successivamente vi è la levata di protesto, un documento cartaceo ed elettronico in cui vengono riportati tutti i dati inerenti il protesto ed inseriti in un elenco che viene trasmesso agli organi giudiziari preposti. La pubblicazione dei protesti avviene tramite il Bollettino Protesti o RIP, ossia Registro Informatico dei Protesti, in cui lo status di protestato si può ancora modificare, sospendere o annullare provvedendo al pagamento dovuto. Infine si ha l’iscrizione al Registro dei Protesti vero e proprio, tenuto presso il CAI, la Centrale d’Allarme Interbancaria, dove si resta iscritti per 5 anni prima della cancellazione automatica del nominativo.

Come verificare se sono protestato?

Se non si conosce la propria situazione finanziaria circa il protesto si può consultare on line previa apposita registrazione l’elenco dei bollettini dei protesti, dove si può anche chiedere copia di tutte le iscrizioni dei 15 giorni precedenti sia le avvenute variazioni sul registro, e anche ottenere una visura o una certificazione sull’esito della ricerca, pagando un apposito diritto di segreteria, che riporta la motivazione del protesto nei dettagli.

Dove vedere la lista dei protestati in Italia?

La consultazione dell’elenco dei protesti può essere condotta a livello nazionale o provinciale, e a seconda di ciò prevede un costo differente: gli elenchi sono trasmessi in formato Excel su CD-ROM a seguito del pagamento dei diritti, ed è possibile visionare l’elenco delle iscrizioni dell’ultimo mese, sia per la consultazione nazionale che per quella provinciale. È possibile sottoscrivere anche un abbonamento annuale per la consultazione dell’elenco dei protesti, che richiede il pagamento di sole 10 mensilità.

Come effettuare una visura di un protesto?

Nel Registro delle Imprese iscritte alla Camera di Commercio vi è un’apposita pagina per effettuare la consultazione on line dei protesti: individuata la posizione di interesse si può richiedere la la Visura Protesti con la lista degli effetti, oppure in caso di esito negativo è possibile invece richiedere la Visura Protesti di NON Esistenza. Il costo di una visura è di 4,90 euro Iva e diritti camerali inclusi.

Quali sono le conseguenze di un protesto?

Essere iscritto nel Registro dei Protesti comporta una serie di restrizioni per l’accesso al credito, inoltre si deve fare conto del divieto di emettere assegni e stipulare convenzioni con altre banche per il rilascio degli stessi, oltre che restituire il carnet di quelli ancora posseduti. Le sanzioni  pecuniarie amministrative applicate agli assegni bancari protestati prevedono una cifra compresa tra 516,46 euro e 12.394,97 euro. Altre conseguenze se non si salda il dovuto più le penali sono il pignoramento dei beni di proprietà, e le conseguenze di natura giudiziaria che potranno essere perseguite anche a seguito della cancellazione automatica dal registro, che elimina solo gli effetti finanziari del protesto.

I protesti vanno in prescrizione?

No. La prescrizione in ambito finanziario si verifica ogni qual volta un diritto, che non viene esercitato entro un determinato periodo di tempo, decade nella validità dei suoi effetti, e in tal modo non può essere più rivendicato successivamente davanti a un giudice. Un assegno emesso non rientra tra i diritti, e pertanto non si può applicare la prescrizione.

Sono protestato: e adesso cosa succede? Cosa fare se protestati? Come uscirne?

Prima di arrivare all’iscrizione vera e propria nel registro dei protestati, vi sono diversi passaggi che consentono sempre al debitore di saldare la propria posizione entro 60 giorni dall’apertura del procedimento formale, pagando quanto dovuto più gli interessi, le spese di protesto e una penale pari all’incirca al 10 per cento dell’importo dovuto. Se si arriva all’iscrizione non è necessario attendere per forza i 5 anni previsti per la cancellazione automatica, ma avviare l’iter per la richiesta pagando il dovuto entro i 12 mesi dalla levata del protesto e ottenendo la riabilitazione da parte del Tribunale competente.

Come cancellare un protesto?

La cancellazione di un protesto si può richiedere se l’iscrizione è illegittima o conseguenza di un errore, se si è ottenuta la riabilitazione dal giudice pagando quanto previsto dalla normativa entro un anno dal protesto registrato. In  allegato alla domanda di cancellazione presso il Registro informatico della Camera di Commercio il soggetto deve presentare:

  • Decreto di riabilitazione in copia conforme all’originale rilasciato dal Tribunale
  • Documentazione comprovante l’erroneità o l’illegittimità dell’atto di protesto
  • La ricevuta del pagamento effettuato per la cambiale protestata

Quanto costa la cancellazione di un protesto?

La domanda di cancellazione deve essere effettuata attraverso appositi moduli disponibili in Rete , e provvedere ai seguenti costi:

  • 16 euro di imposta di bollo
  • 8 euro di diritti di segreteria
  • 2 euro di visura protesto
  • 16 euro di bollo per certificato esistenza in vita
  • 5 euro per il certificato di esistenza in vita del protesto

Per quanto tempo si è considerati protestati? Quanto dura un protesto?

Se non si provvede al pagamento di quanto prescrive la normativa per la cancellazione dal registro, si è considerati protestati per la durata di 5 anni, in cui il proprio nominativo resta negli archivi consultati da istituti di credito e società finanziarie operanti nel mercato del credito.

Sono protestato: posso emettere assegni?

Per chi è iscritto nel Registro dei Protesti vige il divieto di emettere assegni per 6 mesi.

Sono protestato: posso incassare un assegno?

Non esistono limitazioni circa l’incasso degli assegni: la banca è tenuta a verificare solo l’autenticità dello stesso e l’effettiva corrispondenza anagrafica tra il beneficiario e la persona che si presenta allo sportello

Sono protestato: posso cambiare un assegno?

Sì, non vi sono limitazioni, la banca deve solo certificare l’autenticità dell’assegno e la corrispondenza del beneficiario.

Sono protestato: posso aprire un conto corrente, postale o bancario?

Non ci sono impedimenti di legge all’apertura di un conto corrente: da protestato non si possono ottenere un libretto di assegni, carte di credito o vedersi erogati prestiti, ma non vi sono limitazioni dal punto di vista legislativo all’apertura di un conto corrente, sia bancario che postale, con tali limitazioni.

Sono protestato posso aprire un conto corrente all’estero?

È assolutamente legale aprire un conto corrente all’estero anche da protestati: i cittadini della Ue possono aprire un conto e trasferire somme di denaro in un istituto di qualsiasi Stato membro. In ogni caso, sia che si apra il conto corrente in un Paese Ue o extracomunitario, è necessario dimostrare la liceità del denaro versato, in rispetto delle norme anti-riciclaggio vigenti in materia.

Un protesto e lo status di protestati in italia vale anche all’estero?

Qualsivoglia istituto di credito o società finanziaria, operante in Italia o all’estero, necessita di tracciare un profilo di rischio per il cliente, per cui anche se ci si rivolge all’estero tali informazioni vengono rese disponibili. O la banca apprende tali informazioni direttamente, perché ha delle filiali in Italia, oppure, se non ha accesso al circuito informativo italiano, richiede al cliente una delega per poter accedere ai sistemi di informazione creditizia operanti nel suo Paese d’origine.

Sono protestato, posso avere una carta di credito? E una prepagata?

La carta di credito classicamente intesa viene rilasciata con molta difficoltà a un protestato, poiché il livello di rischio per la banca risulterebbe molto elevato. Più semplice invece è ottenere carte prepagate oppure carte conto: le prime, come ad esempio la PostePay classica rilasciata da Poste Italiane, consentono di caricare e ricevere denaro in modo semplice e veloce, e sono dotate di un numero di serie, una data di scadenza e un codice riportato sul retro. Le carte conto invece (ad esempio la versione Evolution della PostePay), consentono di ottenere un vero e proprio codice IBAN, per farsi accreditare lo stipendio o pagare le bollette tramite addebito, ma non è previsto il rilascio di assegni e la possibilità di compiere operazioni in rosso con la banca.

Come vedere se gli assegni sono protestati?

Bisogna effettuare la Visura Protesti per Persona Fisica Nazionale, un documento rilasciato dalla Camera di Commercio che elenca tutti i protesti a carico di persone fisiche e può essere richiesto anche on line rilasciando nome, cognome e codice fiscale.

Come cancellare assegni protestati?

Per cancellare il protesto sugli assegni è conveniente provvedere al pagamento entro i 60 giorni dalla levata di protesto, altrimenti si arriva all’iscrizione nel Registro, per cui in caso di assegni si può provvedere alla cancellazione su richiesta solo dopo una riabilitazione del Tribunale, oppure se è frutto di un errore o illegittimità.

I protestati possono firmare cambiali?

Sì, i protestati possono firmare cambiali ed accedere ai finanziamenti che prevedono tale formula di rimborso, dimostrando di avere un reddito da lavoro o beni di proprietà a garanzia del capitale percepito.

Sono protestato: come posso avere un prestito o un finanziamento?

Per chi è iscritto al Registro dei Protesti l’accesso al credito è difficile, ma non impossibile: molto dipende anche dalla propria situazione lavorativa, oltre che quella meramente patrimoniale. Per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato è possibile richiedere la cessione del quinto, disponibile anche ai pensionati, che non necessita di garanzie aggiuntive. I lavoratori autonomi e i liberi professionisti a partite Iva devono invece rivolgersi a una banca che accetti di erogare un finanziamento tramite garante, oppure un prestito con cambiali, che viene erogato dalle finanziarie con maggiore facilità anche a protestati e cattivi pagatori.

Ho già debiti pregressi, posso chiedere la cessione del quinto?

Sì, la cessione del quinto è finanziabile anche con altri prestiti in corso, richiedendo il consolidamento debiti, che permette di accorpare in un’unica rata tutto il debito pregresso e ottenere nuova liquidità in aggiunta, allungando l’ammortamento. I protestati e i cattivi pagatori possono accedere al consolidamento tramite cessione del quinto a patto sempre che sia erogato tramite la modalità di rimborso con trattenuta della rata sullo stipendio o pensione.

Posso ottenere una delega di pagamento da segnalato?

La delega di pagamento o doppio quinto dello stipendio è una soluzione di finanziamento praticabile per i lavoratori dipendenti, che possono ottenere un importo anche elevato da restituire tramite una trattenuta sulla busta paga che arriva massimo al 40 per cento del totale percepito. I segnalati nei registri del circuito bancario possono accedere alla delega di pagamento, ma bisogna ricordare che, al contrario della cessione del quinto, in questo frangente è obbligatorio ottenere l’autorizzazione del datore di lavoro prima di ottenere il finanziamento.

Sono protestato: posso richiedere un mutuo?

Spoiler title
 Per i protestati un tempo vi erano soluzioni ad hoc, con mutui che presentavano tassi molto più alti della media, rafforzamento di garanzie e limiti alquanto stringenti, con capitale massimo di finanziamento pari a 50.000 euro, con percentuali di copertura del valore della casa tra il 30 e il 50 per cento. Oggi si registra una forte di riduzione del credito erogato, per cui la sola opzione di richiesta mutuo per i protestati rimasta è la cancellazione dal registro e la conseguente riabilitazione

Sono protestato, posso aprire partita Iva o una ditta individuale?

La partita Iva si può aprire presso la Camera di Commercio indipendentemente dal risultare protestato presso i registri informatici del circuito bancario

Chi rischia in caso di protesto cambiario?

Nel protesto cambiario l’iscrizione al registro non è solo a carico del debitore: le medesime conseguenze sono ascrivibili a colui che ha emesso la cambiale, il quale risulta avere comunque un obbligo nei confronti del creditore. Un’altra figura che rischia le conseguenze del protesto è chi pone l’avallo al credito, in quanto è l’avallo una garanzia che rende il soggetto obbligato allo stesso modo del debitore principale per cui, se il pagamento non viene effettuato alla scadenza pattuita, il protesto potrà essere levato anche nei suoi confronti.

Quali sono le tempistiche del protesto cambiario?

Il protesto di una cambiale ha caratteristiche del tutto similari a quello degli assegni bancari e postali, con delle differenze circa le tempistiche per la levata di protesto: abbiamo un anno dalla data di emissione del titolo per le cambiali a vista, mentre sono appena due giorni lavorativi successivi alla data di emissione, in presenza di cambiali con data certa. Il protestato deve pagare il debito entro i successivi 10 giorni dalla data di ricezione della comunicazione, nella quale vengono riportate le conseguenze di un mancato pagamento, compreso il pignoramento dei beni.

Che differenza c’è tra protestati e cattivi pagatori?

I protestati sono coloro che hanno subito disguidi finanziari legati all’emissione di assegni bancari e postali, oppure concernenti i titoli di credito noti come cambiali. I cattivi pagatori sono considerati invece coloro che non hanno saldato le rate di un precedente finanziamento, prestito o mutuo, subendo una segnalazione negativa circa la propria affidabilità creditizia.

Quali conseguenze per i cattivi pagatori?

I cattivi pagatori vengono iscritti in appositi registri consultati da istituti di credito e società finanziarie quando devono stabilire lo stato di affidabilità di un cliente: in caso di segnalazione negativa diventa pertanto molto difficile l’accesso a nuovo credito. Il più noto di questi registri è il Crif, acronimo di Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria, che gestisce il SIC, Sistema di Informazioni Creditizie, in cui vengono schedate tutte le informazioni, sia di natura positiva che negativa, che riguardano i richiedenti un finanziamento. I tempi di permanenza nel registro variano a seconda del tipo di segnalazione: la cancellazione automatica dei dati avviene

  • dopo 6 mesi dalla data della richiesta del prestito per un finanziamento in corso d’istruttoria
  • dopo 1 mese dal rifiuto o dalla rinuncia di un finanziamento accordato
  • dopo 36 mesi dalla data di estinzione del prestito rimborsato correttamente
  • dopo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione di una o due rate non saldate, a condizione che nel suddetto periodo i versamenti siano stati sempre regolari
  • dopo 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione di tre o più rate non saldate, a condizione che nel suddetto periodo i versamenti siano stati sempre regolari
  • dopo 36 mesi dalla data di estinzione del prestito per finanziamenti non restituiti o con morosità grave, così come prevista originariamente, o dalla data in cui la banca o la finanziaria ha inviato l’ultimo aggiornamento dei dati di credito del soggetto

Come verificare se sono stato iscritto come cattivo pagatore?

Per verificare se si è registrati come cattivo pagatore occorre inviare una richiesta di accesso ai propri dati creditizi direttamente al Crif compilando il form on line con i propri dati anagrafici: tale richiesta presenta i seguenti costi,

  • 4 euro (IVA inclusa), nel caso in cui vengano rilevate informazioni
  • oppure 10 euro (IVA inclusa), nel caso in cui non sia presente nessuna informazione

Il pagamento deve essere effettuato entro 15 giorni dalla ricezione della risposta, contenente le istruzioni per il pagamento). I dati relativi a ritardi nei rimborsi o mancati pagamenti vengono cancellati automaticamente dopo un periodo prestabilito, variabile in base al numero delle rate pagate in ritardo.

Come posso cancellarmi dall’elenco dei cattivi pagatori?

La cancellazione delle proprie informazioni dal Crif avviene in maniera automatica: può essere ammessa su base volontaria solo per i finanziamenti regolarmente rimborsati oppure se i dati contenuti nell’archivio non sono corretti, frutto di errore o di illegittimità. In tutti gli altri casi non si può chiedere la cancellazione, nemmeno per i finanziamenti non perfezionati.

Cosa sono le garanzie reali?

Ai protestati e ai cattivi pagatori potrebbe essere richiesto un rafforzamento delle tutele finalizzato all’ottenimento di un capitale mediante beni immobili e mobili messi a disposizione dal richiedente o da un garante: tali beni fungono da garanzie reali, e figurano in questa fattispecie:

  • Immobile di proprietà si cui poter accendere un’ipoteca
  • Beni preziosi come gioielli, che possono essere impegnati
  • Rendite alternative come un affitto registrato o un capitale vincolato

Chiedo un prestito da segnalato: l’assicurazione è obbligatoria?

Sì, protestati, cattivi pagatori e in generale chiunque abbia avuto disguidi finanziari precedenti, in caso gli venga accordato un capitale in prestito, deve sottoscrivere un’assicurazione contro qualsivoglia rischio possa pregiudicare il rimborso del finanziamento, come il decesso anticipato o la perdita di impiego: anche laddove normalmente sarebbe facoltativa, gli istituti di credito tendono ad obbligare il cliente alla sottoscrizione della polizza assicurativa.

Quanto può incidere il costo dell’assicurazione sul finanziamento?

I costi di una copertura assicurativa sul credito variano a seconda dell’istituto di credito o società finanziaria a cui ci si rivolge, ma per avere un’idea precisa all’interno di un preventivo di finanziamento bisogna osservare il valore del TAEG, il Tasso Annuo Effettivo Globale, che comprende tutti gli oneri e i costi connessi a un prestito o a un mutuo. Alcune finanziarie non conteggiano la polizza assicurativa mediante questa voce percentuale, pertanto è necessario chiedere direttamente al consulente il costo effettivo.

Quale finanziamento posso chiedere da pignorato?

Se non è possibile accedere alla cessione del quinto poiché privi di busta paga, la sola opzione è il prestito cambializzato, che consente di ottenere più facilmente un capitale, oppure si può provare a chiedere un finanziamento tramite garante.

Come posso richiedere un prestito tramite garante?

La fideiussione, o prestito tramite garante, si può ottenere presso un istituto di credito a patto che il garante abbia determinate caratteristiche: deve avere una posizione economica solida in grado di sostenere il rimborso del debito in caso il titolare principale del finanziamento non sia in grado di onorare le rate di ammortamento, e deve anche avere un’affidabilità creditizia comprovata, senza risultare a sua volta segnalato nei registri come protestato o cattivo pagatore. In generale il garante, per essere accettato dalla banca o finanziaria, deve essere una figura molto vicina al richiedente, come un coniuge o un genitore, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato e un buon livello di patrimonio, oltre che non figurare nei registri di credito negativamente.

Sono protestato: posso accedere ai finanziamenti a fondo perduto?

Esistono vari tipi di finanziamenti a fondo perduto, alcuni dei quali sono erogabili anche a coloro che hanno avuto disguidi finanziari come protestati e cattivi pagatori, a seconda del tipo di bando pubblicato. Più difficile è ottenere prestiti agevolati da enti ed istituti di settore che sostengono determinate categorie produttive, come gli artigiani o i commercianti, per cui la presenza di una segnalazione negativa risulta essere un ostacolo all’erogazione di un capitale.

Posso ottenere finanziamenti in leasing da protestato o cattivo pagatore?

Sia per quanto riguarda il leasing immobiliare, come alternativa al mutuo, sia per il leasing auto, è molto difficile ottenere il via libera al finanziamento senza aver provveduto prima alla cancellazione dai registri dei protesti o dei cattivi pagatori. Per i cattivi pagatori esiste qualche possibilità in più riguardo il leasing immobiliare, per cui si può sperare di avanzare la richiesta ed ottenere un esito positivo prima ancora di arrivare alla cancellazione del proprio nominativo dall’elenco, laddove il numero di rate del precedente finanziamento pagate in ritardo risulti essere alquanto basso.

Quali importi si possono ottenere da protestati o cattivi pagatori?

In linea teorica non esistono limitazioni ufficiali se non quelli stabiliti dal singolo istituto finanziatore, tuttavia, poiché il rischio insolvenza è particolarmente elevato per chi è inserito negli elenchi in maniera negativa, è più facile che venga concesso un capitale sotto forma di piccolo prestito o mini prestito che non una somma di denaro elevata. Queste sono considerazioni di carattere generale, e molto dipende dal singolo caso, tuttavia le chance di successo sono statisticamente più alte con una richiesta di importo modesto quando si è protestati o cattivi pagatori.

Posso affidarmi al prestito tra privati?

Il prestito tra privati classico è una possibilità che può sempre esplorare chi ha subito disguidi finanziari tali da impedirgli il normale accesso al credito. Invece non è possibile richiedere da protestati o cattivi pagatori il prestito tra privati on line, il cosiddetto social lending, giacché le stesse piattaforme che fungono da intermediari autorizzati impediscono ai segnalati di poter usufruire di tale modalità alternativa di finanziamento, dato l’alto livello di rischio insolvibilità.

Ti è piaciuto il post?