Prestiti a protestati e cattivi pagatori con contratto a tempo determinato

prestiti a protestati e cattivi pagatori con contratto a tempo determinato sono una categoria di finanziamento piuttosto difficile da erogare, poiché entrano in gioco due ostacoli all’approvazione da parte di un istituto di credito oppure di una società finanziaria: innanzitutto vi è la questione della segnalazione all’archivio Crif per il mancato saldo delle rate di un precedente finanziamento, oppure al Registro dei Protesti per assegni bancari o cambiari protestati, un evento che per sua natura comporta una restrizione dell’accesso al credito poiché queste banche dati vengono consultate dagli operatori presenti sul mercato per valutare l’affidabilità creditizia del cliente. E poi c’è il problema della tipologia di contratto, che comporta con il suo limite temporale delle ulteriori restrizioni legate al piano di ammortamento. Vediamo quali prestiti a protestati e cattivi pagatori con contratto a tempo determinato sono allora possibili in questo specifico e delicato contesto, avendo chiaro che le opportunità sono gioco forza spuntate.

La cessione del quinto e il tipo di contratto

Per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e di quello privato la cessione del quinto rappresenta la comoda soluzione di finanziamento per protestati e cattivi pagatori erogata senza difficoltà dalle società di credito, in virtù della trattenuta diretta da parte del datore di lavoro della rata mensile di ammortamento, avendo la certezza della busta paga. Tuttavia gli istituti bancari tendono a privilegiare i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, e non tutti accettano di erogare questi prestiti anche a coloro che hanno invece un contratto di lavoro a tempo determinato, considerando anche il ruolo che svolge il TFR maturato a titolo di garanzia. La condizione per avere prestiti per protestati e cattivi pagatori con contratto a tempo determinato

è che il piano di ammortamento da concordare per la cessione del quinto abbia una scadenza temporale analoga a quella del contratto lavorativo, per cui la banca o la finanziaria si sente tutelata sul rimborso del capitale fino alla data prevista per la cessazione della prestazione professionale.

Per rendere più chiari i termini della questione con un banale esempio, poniamo che a chiedere la cessione del quinto sia un dipendente di un’azienda privata che abbia un contratto a tempo determinato in scadenza tra tre anni: ebbene, richiedendo un prestito alla finanziaria che eroga la cessione del quinto anche a protestati e cattivi pagatori con tale tipologia contrattualistica, non si potrà strappare un piano di restituzione del capitale superiore alle 36 mensilità, per cui il capitale erogabile risulterà pertanto limitato alle possibilità di stipendio del richiedente, giacché, lo ricordiamo, l’importo della rata di ammortamento non può superare un quinto dello stipendio complessivo.

Come richiedere la cessione del quinto

Per avanzare domanda di cessione del quinto il richiedente deve recarsi in filiale oppure allegare direttamente on line, se la finanziaria prescelta lo consente, la seguente documentazione:

  • Copia del documento di identità
  • Tessera sanitaria o codice fiscale
  • Ultime due buste paga

Più eventualmente altra documentazione aggiuntiva a seconda del singolo caso. Data la restrizione temporale dovuta alla scadenza del contratto di lavoro, la somma ottenibile come prestito a cattivi pagatori e protestati in tale contesto difficilmente supera i 10.000 euro massimo di importo.

Cessione del quinto per lavoratori a tempo determinato: chi li eroga?

Dopo aver ricordato in generale che cos’è la cessione del quinto, quali sono le condizioni per i lavoratori a tempo determinato e come ottenerli, vogliamo offrire una panoramica generale e certamente non esaustiva sulle società finanziarie e gli istituti di credito che accettano di erogare prestiti a protestati e cattivi pagatori con contratto a tempo determinato: vediamo alcuni esempi.

Cessione del quinto IBL

Parlando di lavoratori con contratto a tempo determinato, tra le società che erogano la cessione del quinto vi è IBL Banca, che presenta tassi di interesse assai competitivi, anche per protestati e cattivi pagatori che possono ovviamente contare sulla certezza data dalla cessione del quinto: ovviamente le cifre ottenibili a queste condizioi non sono molto elevate, ma ad esempio

a 36 mesi si possono ottenere 5.000 euro pagando una rata mensile di ammortamento di 149 euro. Spingendo al massimo la dilatazione del rimborso, considerando un contratto di lavoro in scadenza a 48 mesi, con tale limite temporale si possono avere 10.000 euro pagando una rata mensile di 229 euro. Con IBL sia il TAN che il TAEG sono fissi per tutta la durata del periodo di rimborso, oscillando nei due casi previsti tra il 4,45 e il 4,60 per cento per il Tasso Annuo Nominale, e tra i 4,72 e il 4,82 per cento per il Tasso Annuo Effettivo Globale.

Unicredit cessione del quinto

Lavoratori protestati e cattivi pagatori con contratto a tempo determinato possono rivolgersi anche ad Unicredit per ottenere prestiti e finanziamenti dedicati, sempre con cifre piuttosto contenute considerando la limitazione temporale del contratto lavorativo. Con Unicredit

i tassi di interesse sono più elevati rispetto all’esempio precedente, con un Tan che veleggia tra il 5 e l’8 per cento, e un TAEG che per questa tipologia di finanziamento raggiunge un massimo applicabile del 18,5 per cento fino a 15.000 euro. Nell’erogazione del capitale sono previste spese di istruttoria e oneri fiscali quali l’imposta sostitutiva, più le commissioni di intermediazione.

Questi sono solo alcuni esempi, per maggiori informazioni ci si può recare presso una banca e chiedere se è possibile l’erogazione della cessione del quinto con contratto a tempo determinato, oppure affidarsi a un consulente esperto che saprà orientare verso la migliore soluzione.

La questione assicurazione

Essere lavoratori con contratto a tempo determinato, e in più con segnalazione nei registri come protestati o cattivi pagatori, comporta necessariamente l’obbligo di una polizza assicurativa da sottoscrivere insieme al prestito per la tutela del finanziamento in caso di eventi gravi quale rischio vita e rischio impiego, tutelando sia la società finanziaria dallo stato di precarietà lavorativa del cliente, ma anche il titolare stesso del finanziamento che non graverà in futuro sui suoi familiari nel caso dell’avverarsi di questi eventi, essendo il rimborso intestato all’ente assicurativo. Ciò che va detto è che questa assicurazione

comporta una maggiorazione dei tassi di interesse che risulteranno essere più elevati rispetto alla media di mercato, soprattutto il TAEG che esprime tutti i costi connessi al finanziamento oltre il mero interesse sul capitale. In alcuni casi inoltre può capitare che l’assicurazione venga conteggiato a parte rispetto a questi costi ed oneri, e che dunque non venga compreso nel TAEG, rappresentando un ulteriore esborso per il cliente: prima di sottoscrivere il contratto si suggerisce di informarsi presso la propria banca affinché sia reso in maniera chiara e trasparente il peso del costo dell’assicurazione, in modo da valutare anche preventivi più convenienti.

Cessione del quinto per i neoassunti

La questione si fa enormemente più complicata per i neoassunti che sono stati protestati nel recente passato: pur avendo adesso la certezza di un contratto di lavoro, essendo magari a tempo determinato o in apprendistato diventa estremamente complicato ottenere credito da una banca o finanziaria, oltretutto non avendo accantonato alcun TFR a garanzia. Si può fare comunque un tentativo magari chiedendo cifre di importo modesto, ma è necessario comunque che il contratto a disposizione abbia un limite temporale di almeno 24 mesi, il piano di ammortamento minimo per una cessione del quinto.

Cosa succede per i lavoratori in cassa integrazione?

Un’altra situazione limite riguarda lavoratori dipendenti in cassa integrazione, a causa di una situazione di crisi dell’azienda per cui si lavora: questo vuol dire avere già una decurtazione sulla propria busta paga, e richiedere prestiti per protestati e cattivi pagatori con contratto a tempo determinato comporta nella migliore delle ipotesi la possibilità di ottenere importi molto modesti. Inoltre

non avendo la certezza di ritornare alle precedenti condizioni lavorative ed economiche, ma con il rischio di entrare nella disoccupazione, è assai probabile che il TAEG diventi più elevato, considerando anche quello che abbiamo già descritto in maniera esauriente nel capitolo dedicato all’assicurazione da abbinare al finanziamento: essendo più alta la possibilità di perdere il proprio lavoro, risulterà maggiorato il premio della polizza alla voce dedicata al rischio impiego.

Consolidamento debiti con la cessione del quinto

I lavoratori dipendenti cattivi pagatori o protestati hanno un’altra possibilità di ottenere credito, attraverso uno strumento finanziario noto come consolidamento debiti: si tratta di un tipo di prestito per cui

è possibile accorpare tutti i debiti pregressi in un’unica rata con ammortamento più lungo e rata più leggera, avendo anche la possibilità di ottenere liquidità aggiuntiva. Lo scopo di questa tipologia di finanziamento è rendere più sostenibile il rimborso avendo a che fare con una sola rata da restituire ad una sola finanziaria.

Se questa è in sintesi la definizione generale di prestito con consolidamento debiti, va detto che per i protestati e cattivi pagatori è erogabile tale finanziamento esclusivamente mediante la cessione del quinto, dunque riservata a i pensionati oppure ai lavoratori dipendenti. È attivabile anche da coloro che hanno un contratto a tempo determinato? Ammesso di trovare una finanziaria che accetti di erogarlo, questo prestito ha uno dei suoi tratti peculiari in un ammortamento lungo, che mal si concilia con la scadenza temporale del contratto, per cui in linea teorica potrebbe essere accettato solo avendo a che fare con importi modesti, ma verrebbe meno la convenienza di uno strumento nato proprio per impedire un eccessivo sovraindebitamento. Per questo motivo ci sentiamo sostanzialmente di escluderlo dal novero delle possibilità di prestito a cattivi pagatori e protestati con contratto a tempo determinato.

Conclusioni

Abbiamo visto come gli ostacoli all’ottenimento di prestiti a protestati e cattivi pagatori con contratto a tempo determinato sono diversi e variegati, e verrebbe facile dire che sarebbe meglio trovarsi almeno nella condizioni di farsi cancellare dal registro dei segnalati per avere maggiori opportunità di avere credito. Ma quando il tempo gioca contro ed è impellente il bisogno di liquidità, non si può fare altro che provare a chiedere la cessione del quinto rivolgendosi a quegli istituti di credito o società finanziarie che consentono di erogare un capitale anche a chi non ha un contratto a tempo indeterminato,  restando in ogni caso la forte limitazione legata alla scadenza temporale del proprio contratto lavorativo, che non permette di avere a che fare con cifre molto elevate.

Sebbene non sia stato trattato in maniera approfondita nella nostra analisi, non ci sentiamo di escludere dal novero delle possibilità un prestito con garante, se le proprie forze finanziarie non risultassero sufficienti per ottenere la somma di denaro necessaria, e i piani di ammortamento prospettati troppo stringenti: non è una strada facile da percorrere, ma bisogna tenere presente che purtroppo essere protestati o cattivi pagatori, e avere un contratto di lavoro a tempo determinato, pone il richiedente in una condizione di forte svantaggio rispetto a quelle che sono le condizioni minime richieste da un qualsivoglia istituto di credito per essere tutelato dal rischio insolvibilità.

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