Prestiti Inps Inpdap a protestati e cattivi pagatori

prestiti Inps Inpdap a protestati e cattivi pagatori rappresentano una comoda soluzione di finanziamento per lavoratori dipendenti e pensionati del pubblico impiego statale e parastatale: si tratta di finanziamenti a condizioni agevolate che possono essere erogate anche a coloro che in passato hanno avuto disguidi finanziari, per cui sono stati segnalati nel registro Crif per non aver saldato le rate di un mutuo o di un prestito, oppure nel Registro dei Protesti per problemi legati ad assegni bancari e postali, o a cambiali, avendo così difficoltà per il normale accesso al credito. Il motivo è che, potendo contare sulla busta paga o sull’assegno previdenziale come forma di garanzia, le banche e finanziarie convenzionate erogano prestiti Inps Inpdap a protestati e cattivi pagatori tramite la cessione del quinto, per cui la rata di ammortamento viene saldata ogni mese mediante una trattenuta diretta dell’importo sullo stipendio o sulla pensione, importo che al massimo può arrivare a un quinto del totale.

Prestiti Inps Inpdap, chi può richiederli

I destinatari dei prestiti Inps Inpdap per protestati e cattivi pagatori possono essere richiesti da tutti coloro che hanno un contratto di lavoro presso il settore pubblico statale o locale, o gli ex lavoratori iscritti all’ente pensionistico e che godono delle prestazioni previdenziali previste, dagli insegnanti ai lavoratori delle forze dell’ordine e armate, dagli impiegati ministeriali a quelli della sanità pubblica. Come si legge sul sito Inps, questi finanziamenti vengono erogati a:

  • Gli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie  e sociali  in qualità di dipendenti Pubblici e pensionati
  • Gli iscritti d’ufficio alla Gestione Assistenza Magistrale
  • I dipendenti delle aziende del Gruppo Poste Italiane SpA

tutti questi soggetti devono essere iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Sociali e Creditizie, potendo così accedere al Piccolo Prestito e ai Prestiti Pluriennali alimentati dal fondo credito dei suddetti iscritti: la scelta della cessione del quinto consente inoltre di poter erogare tali prestazioni creditizie anche a protestati e cattivi pagatori che ancora non possono beneficiare della cancellazione dai registri, e che pertanto possono ottenere liquidità mediante la trattenuta diretta della rata di rimborso sullo stipendio o sulla pensione.

Come funziona il fondo credito

Tutte le prestazioni creditizie che sono riunite alla voce prestiti Inps Inpdap vengono finanziate dal fondo credito alimentato dall’applicazione dell’aliquota contributiva prevista sulla retribuzione degli iscritti in attività di servizio, e dall’aliquota dei pensionati che hanno aderito alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. In dettaglio le aliquote contributive al fondo sono applicate secondo le seguenti modalità:

  • 0,35 per cento per la Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali
  • 0,80 per cento per gli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale che conserva l’accesso ad ai finanziamenti gestiti dal fondo ex ENAM
  • 0,35 per cento per i dipendenti iscritti alla Gestione Fondo Credito Gruppo Poste Italiane
  • 0,15 per cento per i pensionati che hanno aderito alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali nei termini normativamente previsti

L’importanza del contratto

Affinché si possa accedere ai prestiti Inps Inpdap a protestati e cattivi pagatori è necessario che il contratto di lavoro sia a tempo indeterminato, in modo che il rimborso possa essere dilazionato attraverso la cessione del quinto, che prevede piani di ammortamento compresi tra un minimo di 24 mesi e un massimo di 120 mesi. Per coloro che invece hanno un contratto di lavoro nel settore pubblico a tempo determinato

la cessione del quinto dovrà necessariamente avere una durata massima che non ecceda la scadenza stessa del contratto: se ad esempio il contratto prevede una scadenza fra 3 anni evidentemente il piano di rimborso non potrà superare i 36 mesi.

Per quanto riguarda i pensionati, possono accedere alla cessione del quinto tutti coloro che godono di un assegno di anzianità o di vecchiaia, eccetto coloro che hanno la pensione sociale, di invalidità, e in generale tutte quelle pensioni che al netto della trattenuta non arrivano al minimo stabilito dallo Stato come importo di sopravvivenza, fissato poco sopra i 500 euro.

Piccolo Prestito Inps Inpdap

Vediamo adesso in dettaglio le due prestazioni creditizie previste partendo dal Piccolo Prestito Inps Inpdap, l’ideale per chi necessita di piccole somme per saldare i propri debiti o realizzare progetti a costi contenuti. Infatti il Piccolo Prestito

si rivolge ai dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali che possono ottenere una tipologia di finanziamento con cessione del quinto il cui piano di ammortamento varia in 12, 24, 36 o 48 mesi.

Le domande di finanziamento devono essere presentate sugli appositi modelli esclusivamente per tramite della Amministrazione di appartenenza, la quale provvederà ad inoltrarle in via telematizzata, ed essendo la modalità di rimborso la cessione del quinto non è necessario presentare alcun giustificativo di spesa. Ci sono diverse possibilità di inoltro della domanda, ad esempio attraverso il portale NoiPA riservato ai dipendenti della pubblica amministrazione, assai semplificata grazie alle istruzioni on line che bisogna limitarsi a seguire. Per quanto riguarda gli importi richiedibili, sono condizionati dagli ammortamenti prescelti secondo tali modalità:

  • Per i prestiti annuali si può chiedere un importo pari ad una mensilità media netta di stipendio o di pensione da restituire in 12 rate mensili. Nel caso in cui il richiedente non abbia altre trattenute in corso per cessioni del quinto dello stipendio o della pensione può chiedere una somma fino a due mensilità, con il limite del quinto cedibile per i pensionati
  • Per i prestiti biennali si può chiedere un importo pari a due mensilità medie nette di stipendio o di pensione da restituire in 24 rate mensili. Nel caso in cui il richiedente non abbia altre trattenute in corso per cessioni del quinto dello stipendio può chiedere una somma fino a quattro mensilità con il limite del quinto cedibile per i pensionati
  • Per i prestiti triennali si può chiedere un importo pari a tre mensilità medie nette di stipendio o di pensione da restituire in 36 rate mensili. Nel caso in cui il richiedente non abbia altre trattenute in corso per cessioni del quinto dello stipendio può chiedere una somma fino a sei mensilità, con il limite del quinto cedibile per i pensionati
  • Per i prestiti quadriennali si può chiedere un importo pari a quattro mensilità medie nette di stipendio o di pensione da restituire in 48 rate mensili. Nel caso in cui il richiedente non abbia altre trattenute in corso per cessioni del quinto dello stipendio può chiedere una somma fino a otto mensilità, con il limite del quinto cedibile per i pensionati

Costi e condizioni del Piccolo Prestito

Il Regolamento Prestiti dell’Inps sancisce all’articolo 1 costi e condizioni del Piccolo Prestito Inps Inpdap, per cui

sull’importo lordo dei piccoli prestiti si applica il tasso di interesse nominale annuo del 4,25 per cento, più la ritenuta dello 0,50 per cento per spese di amministrazione e quella relativa al contributo del fondo rischi, secondo le misure percentuali previste in base alle diverse categorie di richiedenti, sulla scorta di quanto sancito dalla tabella allegata al suddetto regolamento.

Inoltre è possibile il rinnovo del Piccolo Prestito dopo che sia trascorso un periodo minimo di ammortamento, rispettivamente di:

  • 6 mesi per i prestiti annuali
  • 12 mesi per i prestiti biennali
  • 18 mesi per i prestiti triennali
  • 24 mesi per i prestiti quadriennali

In caso di decesso anticipato o sopravvenuta invalidità assoluta o permanente del dipendente, contratta in servizio e per causa di servizio, non si procede al recupero del debito rimanente.

Prestito Pluriennale Inps Inpdap

Chi ha avuto disguidi finanziari e necessita di una somma più consistente, tra i prestiti Inps Inpdap per protestati e cattivi pagatori con cessione del quinto a disposizione può scegliere il Prestito Pluriennale, che spetta ai dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali

con quattro anni di anzianità di servizio utile alla pensione e quattro anni di versamento contributivo alla predetta Gestione unitaria, e la presentazione della domanda deve avvenire entro un anno dall’evento e/o dalla relativa documentazione di spesa. Il prestito può avere durata quinquennale, per cui in tale caso l’importo va restituito in 60 rate mensili, o decennale, da restituire invece in 120 rate mensili.

La domanda, corredata da tutta la documentazione richiesta, deve essere inviata esclusivamente in via telematica, e sulla prestazione si applica un tasso di interesse del 3,50 per cento, più un’aliquota dello 0,50 per cento per le spese di amministrazione, e un’altra per il premio fondo rischi secondo le misure percentuali previste nella tabella allegata al regolamento. Infine, non è possibile rinnovare una cessione in corso se non sono trascorsi due anni dall’inizio di una cessione di durata quinquennale o quattro anni dall’inizio di una cessione decennale, mentre prima che siano trascorsi due anni dall’inizio di un prestito quinquennale può essere richiesto un prestito decennale, a patto che il soggetto richiedente non abbia fruito in precedenza di altre cessioni decennali.

Prestiti pluriennali quinquennali, le motivazioni per la concessione

A differenza del Piccolo Prestito, il Prestito Pluriennale Inps Inpdap necessita di un giustificativo di spesa, a seconda della durata del piano di ammortamento quinquennale o decennale. I prestiti pluriennali quinquennali possono essere richiesti per le seguenti motivazioni:

  • Calamità naturali come terremoti, alluvioni, ecc.
  • Rapina, furto, incendio
  • Trasloco per esigenze familiari o per trasferimento ad altra sede di lavoro dell’iscritto
  • Lavori condominiali della casa in proprietà di residenza
  • Manutenzione ordinaria per la casa di residenza, di cui l’iscritto è proprietario, usufruttuario o conduttore oppure in cui l’iscritto convive con i genitori proprietari, usufruttuari o conduttori
  • Spese per l’installazione domestica di impianti di energia rinnovabile nella casa di residenza
  • Acquisto di autovettura per l’iscritto
  • Nascita figli o adozione, affidamento pre-adottivo, nascite o adozioni plurime e adozioni internazionali
  • Protesi dentarie e cure odontoiatriche riferite all’iscritto, al coniuge e ai figli a carico
  • Acquisto di autovettura modificata, di carrozzella ortopedica per portatori di handicap e di protesi dalcosto elevato
  • Malattia dell’iscritto
  • Decesso di familiari
  • Matrimonio dell’iscritto o del figlio dell’iscritto
  • Iscrizione e frequenza a corsi post laurea di durata non inferiore a due anni dell’iscritto, del coniuge o del figlio dell’iscritto
  • Casi eccezionali non rientranti nelle motivazioni previste negli articoli precedenti ma socialmente rilevanti

Prestiti pluriennali decennali, le motivazioni

Questi invece i giustificativi di spesa per i prestiti pluriennali decennali, che devono essere sempre assoggettati alla valutazione dell’Inps e dell’ente finanziatore:

  • Riscatto di alloggi popolari e riscatto di alloggi di enti pubblici già condotti in locazione, il cui importo della concessione non può superare il costo del riscatto, compreso l’importo di eventuale mutuo
  • Acquisizione di casa in cooperativa o da cooperativa costituita da locatari di abitazioni di enti pubblici in corso di dismissione, il cui importo del prestito non può superare il costo complessivo preventivato
  • Acquisto della casa destinata a residenza, il cui importo lordo massimo erogabile è di 150.000 euro
  • Costruzione della casa destinata a residenza, il cui importo lordo massimo erogabile è di 150.000 euro
  • Anticipata estinzione o riduzione di mutuo ipotecario stipulato con istituti di credito o società finanziarie, a qualunque titolo, dall’iscritto o dal coniuge, il cui importo del prestito sarà determinato in relazione e fino all’importo complessivo della somma da versare per l’anticipata estinzione o riduzione del mutuo
  • Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia della casa in proprietà o nuda proprietà, il cui importo lordo massimo erogabile è 100.000 euro
  • Malattie gravi di componenti del nucleo familiare dell’iscritto
  • Casi eccezionali non rientranti nelle motivazioni previste negli articoli precedenti, ma socialmente rilevanti

Conclusioni

Poiché si ha la certezza della busta paga o del cedolino della pensione, i prestiti Inps Inpdap a protestati e cattivi pagatori sono indubbiamente una delle migliori soluzioni possibili per tutti coloro che lavorano nel settore pubblico statale o ne sono appena usciti, giacché non solo possono contare sulla comodità della trattenuta diretta derivante dalla modalità di rimborso in cessione del quinto, evitando così spiacevoli dimenticanze che possano ulteriormente compromettere la propria situazione finanziaria, ma soprattutto possono fare affidamento sulle condizioni finanziarie a tasso agevolato che rendono il rimborso particolarmente conveniente. Sappiamo come avere dei disguidi finanziari passati possa rendere particolarmente arduo l’accesso al credito, ma il vantaggio di avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato nel settore pubblico consente di avere una posizione di privilegio e riuscire a godere di una liquidità immediata per risolvere le proprie problematiche e realizzare i progetti necessari, senza dover ricorrere a un garante per la fideiussione o ad altre forme di garanzia reale.

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